Innovazione e Prodotti

Per le piastrelle balzo in avanti dell'export e degli investimenti

Giorgio Costa

Quasi 5,7 miliardi il valore dell'intero settore. Borelli: «Occupazione legata al mercato interno che rimane il grande assente»

La piastrella italiana ha sfiorato nel 2014 i 5 miliardi di ricavi e ha messo il segno positivo davanti a tutti gli indicatori economici. Aumentano, infatti, i ricavi (+3,97%), la produzione (+5,04% a quota 381,7 milioni di metri quadrati), ma soprattutto gli investimenti (+27,4%); il tutto sostenuto da una export che ha messo le ali sia a valore (+6,19%) che a volumi (+3,63% assorbendo l'80% della produzione). Numeri negativi per il mercato interno (con flessione intorno al 6% sia a valore che a quantità), per il numero di aziende (scese da 156 a 150) e per gli addetti, la cui emorragia non si ferma nonostante la ripresa produttiva, scesi in un anno da 20.537 a 19.430 con una flessione del 5,39 per cento. «L'occupazione continua a scendere – ha spiegato ieri a Sassuolo il presidente di Confindustria ceramica Vittorio Borelli, confermato ieri al vertice dell'associazione per altri due anni, presentando i dati congiunturali – in quanto la produttività continua a essere bassa e, ad esempio, decisamente inferiore a quella spagnola.

Poi i nostri dati registrano solo gli addetti interni, mentre va acquistando sempre più forza ciò che si fa fuori dall'azienda a livello di ricerca, design e marketing; per cui sicuramente una buona quota di addetti è di fatto esterna alle aziende ma è in stretta connessione con esse. Ad ogni modo, l'occupazione potrà aumentare solo con una più robusta ripresa produttiva che passa attraverso una ripresa del mercato interno che è ancora il grande assente». A conti fatti su quasi 395 milioni di metri quadrati prodotti solo 80,8 vengono impiegati in Italia e di quasi 5 miliardi di ricavi solo 804 milioni arrivano dai confini nazionali. Se dalle piastrelle si allarga il discorso alla ceramica sanitaria il business raggiunge i 5,7 miliardi, con oltre 26mila addetti e una quota export del 75 per cento.

Tornando al settore delle piastrelle (la cui produzione si concentra tra le province di Modena e Reggio Emilia) un dato che fa ben sperare sul futuro del settore produttivo e testimonia anche una ritrovata marginalità (grazie anche alla caduta dei costi energetici e al riallineamento dell'euro) la ripresa degli investimenti che sono passati in un anno da 224,6 a 286,2 milioni. Così come l'internazionalizzazione della struttura produttiva di imprese italiane che hanno realizzato all'estero oltre 76 milioni di metri quadrati di prodotto. Infine per il 2015 si prevede un incremento delle entrate (+1%) che subirà nel 2016 una dinamica decisamentre più accentuata (+3,2%).


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