Innovazione e Prodotti

Idrotermosanitario, le ristrutturazioni e i bonus sconfiggono la crisi

Al. Le.

Il presidente di Angaisa Mauro Odorisio al convegno dell'associazione: gli incentivi possono essere un ponte fino alla vera ripresa che non avverrà prima del 2017

Una crisi che ha bruciato 2,46 miliardi di euro. E' il prezzo pagato dalle imprese del settore idrotermosanitario (Its) dal 2008 a oggi, un dato che riporta il comparto ai valori dei fatturati del 2004. Ma da alcuni mesi si intravedono segnali di stabilizzazione e nel 2015 il segno rosso dovrebbe lasciare il passo al nero sui bilanci del settore, grazie all'edilizia di recupero e alle attività di qualificazione che hanno retto e sono cresciute (+9,8% rispetto al 2007).

Sono alcune delle evidenze emerse in occasione del XVII convegno biennale di Angaisa – Associazione nazionale commercianti articoli idrosanitari, climatizzazione, pavimenti, rivestimenti ed arredobagno – «Oltre la Crisi: la catena del valore nella filiera Its e il nuovo ruolo della Distribuzione Specializzata, da punto vendita a centro di competenze e di servizi» che si è tenuto il 4 giugno a Palazzo Mezzanotte a Milano.

A valori correnti, si è perso il 19% del mercato del 2007, quando i fatturati delle imprese dell'Its valevano 13,15 miliardi. Nel 2014 si è scesi a 10,69 miliardi (-2,46). Si stima che i distributori all'ingrosso e rivenditori al dettaglio di prodotti idrotermosanitari nel 2014 fossero 10.753. «A soffrire sono state maggiormente le realtà più piccole» ha commentato Mauro Odorisio, Presidente Angaisa. «Sotto i 13 milioni di fatturato solo un terzo delle imprese riesce a crescere. Le medio-grandi esprimono un migliore ritorno sulle vendite. Negli ultimi anni il Nord-Ovest e l'area romana sono andate piuttosto bene, più in difficoltà il resto dell'Italia».

I dati emergono da un'analisi Cresme su diverse fonti, in primis l'Osservatorio bilanci della distribuzione idrotermosanitaria Angaisa, e sono state presentate dal direttore del Cresme Lorenzo Bellicini alla platea degli oltre 300 operatori del settore e ai presidenti Giorgio Squinzi (Confindustria) e Carlo Sangalli (Confcommercio).
Il tonfo è frutto in prevalenza del sostanziale dimezzamento degli investimenti per edilizia di nuova costruzione, che nel periodo 2007-2014 hanno fatto registrare una variazione, in valori correnti, al ribasso del 54,2%. Diverso il trend delle riqualificazioni, che nello stesso periodo sono cresciute del 9,8%.

«L'analisi storica mostra la doppia natura della crisi che abbiamo attraversato: il calo del 2007-2009, il rimbalzo 2010-2011 e poi il nuovo tonfo nel biennio 2012-2014, con il 2014 che per l'Its è stato peggiore del 2013», ha spiegato Bellicini, ricordando che nel 2013, soprattutto nell'ultima parte dell'anno, «il fatturato è stato trainato dagli incentivi fiscali per la qualificazione».

Il gap fra le tendenze del nuovo e del ristrutturato è simile se si osservano specifici segmenti di
mercato. Così, se nel 2014 sono stati venduti complessivamente tra nuovo e
ristrutturazione in Italia minori volumi rispetto al 2007 – 175.968 mq di pavimenti (contro i
244.822 del 2007, -28,12%), 54.141 mq di rivestimenti (contro 68.838, -21,35%), 8.599.616 di
sanitari (11.374.551, -24,39%), 8.654.723 di rubinetti (10.184.119, -15%), 1.306.509 di
impianti termici (1.472.392, -11,26%) – il dato si ribalta se si osservano le ristrutturazioni
residenziali: pavimenti +3,64% (da 95.493 mq del 2007 a 98.972 mq del 2014), rivestimenti
+3,54% (40.253 mq contro 41.680 mq), sanitari +3,62% (5.720.980 pezzi contro 5.928.125), rubinetti +3,55% (6.463.311 pezzi contro 6.693.061).

Ai volumi legati al mercato del rinnovo residenziale hanno certamente giovato gli incentivi
fiscali. «In questo senso, siamo in piena sintonia con il Ministro Graziano Delrio quando afferma
che i bonus edilizi funzionano, e vanno stabilizzati ed estesi», ha dichiarato Odorisio. «Se il
settore edilizio non è ancora guarito, per lo meno non ha la febbre a 40. I bonus possono
aiutare la degenza, essere un ponte fino alla vera ripresa che non avverrà prima del 2017».

Dall'osservatorio privilegiato della filiera, i distributori Its scommettono sulle competenze e la
professionalità degli addetti e su un ruolo ancor più centrale delle ristrutturazioni
nell'economia che verrà. «Il concetto di impiantistica è in costante evoluzione sia tecnologica,
sia normativa», ha continuato Odorisio. «Ciò rende le ristrutturazioni estremamente interessanti
per il cliente finale, ma anche per noi dell'idrotermosanitario. Non credo che l'effetto si sia
esaurito nel 2013. Il nostro patrimonio immobiliare ha bisogno di manutenzione sia ordinaria sia
straordinaria, in particolare proprio per quanto riguarda l'impiantistica, che necessita di
ammodernamenti per essere più efficiente e sostenibile. Basti pensare all'edilizia scolastica».

Nonostante una coda negativa registrata a gennaio 2015 (-4,29% rispetto a gennaio 2014), le
stime invitano ad un cauto ottimismo e nel 2015 è attesa una crescita inferiore all'1%, che
dovrebbe spiccare il volo nel 2016 (+2,5%) e nel 2017 (3%).


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