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Antisismica, Enea e Protezione Civile lanciano i sensori «smart»

Mila Fiordalisi

Parte dall'Umbria e dalla Puglia il progetto pilota per la creazione di una rete hi-tech di monitoraggio

La scuola Jovine e il palazzo comunale di San Giuliano di Puglia e, in Umbria, un edificio della Guardia Forestale e due della Protezione civile, di cui uno ospita il Centro operativo di Foligno: sono queste le cinque strutture monitorate dalla rete di sensori "intelligenti" messi a punto dall'Enea in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile.
L'iniziativa rientra nei progetti di monitoraggio e prevenzione del rischio sismico di strutture e infrastrutture sensibili – quali scuole, ospedali, strutture della Protezione civile ma anche ponti e dighe - basato appunto sull'utilizzo di speciali sensori collocati nei punti strategici. "La novità di questi progetti sta nell'utilizzo di un numero elevato di sensori, creando una vera e propria rete di monitoraggio del comportamento delle strutture durante gli eventi sismici. Si tratta di dati essenziali per la prevenzione, per progettare nuove strutture antisismiche e migliorare quelle esistenti", ha spiegato Paolo Clemente, responsabile dell'unità "Prevenzione Rischi Naturali e Mitigazione Effetti" dell'Enea in occasione della Giornata di Studio "Monitoraggio sismico degli edifici strategici e di particolare rilevanza" organizzata dall'Enea per tracciare un bilancio dell'attività in questo settore e valutare le iniziative future.

L'Enea si candida infatti come l'ente scientifico di riferimento per le istituzioni nazionali e locali per l'analisi sperimentale e la valutazione dello stato di salute delle strutture, con particolare riferimento a quelle strategiche. E la collaborazione con enti locali e nazionali si integra con le novità previste dal recente decreto del ministro Maurizio Lupi – insieme con i ministri dell'Economia e dell'Istruzione – che autorizza le Regioni a stipulare mutui trentennali con oneri di ammortamento a carico dello Stato, per interventi straordinari di ristrutturazione e messa in sicurezza delle scuole, in attuazione della legge 128 dell'8/11/2013, che ha stanziato 40 milioni di euro all'anno per 30 anni dal 2015.
L'Italia ha un patrimonio edilizio vulnerabile ai terremoti: ad oggi, infatti – segnala l'Enea -il 70% delle strutture, comprese le infrastrutture industriali, non è in grado di reggere a terremoti di intensità pari a quella che storicamente si è già registrata nei rispettivi siti. Non fanno eccezione gli edifici strategici, come dimostrato dal crollo del Palazzo del Governo nel terremoto dell'Aquila, un edificio che per la sua funzione avrebbe dovuto essere operativo immediatamente dopo il sisma.


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