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Antisismica: arriva SismAlarm, il tool made in Italy che «sente» i terremoti

Mila Fiordalisi

Il dispositivo prodotto da Guardian costa appena 99 euro ed è in grado di rilevare le onde sismiche primarie

È in grado di rilevare le onde sismiche primarie, quelle che annunciano e precedono l'onda distruttiva dei terremoti, il dispositivo digitale made in Italy SismAlarm. In commercio da qualche settimana presso la grande distribuzione ad un costo al pubblico di appena 99 euro, l'innovativa creatura è figlia di Guardian, azienda italiana che ha ereditato il know how da I.CO, impresa nata nel 2009 che ha fatto dell'innovazione ad alto tasso di creatività il proprio core business.
Il SismAlarm di fatto è un "rilevatore" di ultimissima generazione – unico nel suo genere, ci tengono a sottolineare gli ideatori – che grazie a speciali sensori è in grado di riconoscere e rilevare le onde sismiche primarie – il dispositivo è tarato su una soglia di 3.0-3.2 gradi della scala Richter –in genere non ancora potenzialmente pericolose per l'incolumità umana innescando una serie di allarmi, acustici e visivi, la cui intensità cresce con l'aumentare della soglia di guardia, con l'obiettivo di far scattare le misure di emergenza, ossia di consentire per tempo l'evacuazione di edifici e aree urbane particolarmente a rischio. «Nel caso degli eventi sismici il tempo, anche pochi secondi, fa la differenza – spiega Maurizio Taormina, il fondatore di Guardian -. Dunque più informazioni si hanno a disposizione prima si potrà intervenire per evitare disastri».

Il sistema è in grado anche di "mappare" gli edifici subito dopo l'evento sismico ossia di verificarne la stabilità strutturale e dunque diventa un importante ausilio per capire il da farsi. «Abbiamo creduto fin dall'inizio nell'importanza di realizzare soluzioni per la prevenzione delle calamità naturali, dapprima operando con sistemi complessi per enti pubblici e grandi aziende ed oggi, finalmente, anche con un prodotto alla portata di tutti».
L'obiettivo, oltre che salvare vite umane, è incidere sull'impatto - particolarmente gravoso - economico e sociale dei terremoti. Secondo le stime del Consiglio Nazionale dei geologi, dal 1968 ad oggi la gestione post-emergenza in Italia è costata 150 miliardi di euro. Un quadro che diventa ancora più allarmante – evidenzia la società capitanata da Taormina - se si considera l'elevata vulnerabilità del patrimonio edilizio italiano: il 60% degli edifici è antecedente al 1974, anno dell'entrata in vigore delle primissime norme antisismiche.


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