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Nuova vita hi-tech per i palazzi storici con i fondi Ue a Bologna e Bolzano

Mila Fiordalisi

Gli interventi di riqualificazione realizzati a Bologna e Bolzano hanno riportato in vita due antichi edifici in stato di degrado

Infissi altamente performanti e capaci di schermare l'irradiazione solare, una copertura ventilata che consente di raffrescare gli ambienti senza la necessità di climatizzazione artificiale, un impianto di illuminazione a risparmio energetico e una piattaforma domotica che gestisce autonomamente tutta l'impiantistica: questi gli interventi che hanno riportato a nuova vita, a otto anni dalla chiusura al pubblico a causa dell'elevato degrado, la seicentesca Sala degli Stemmi di Palazzo D'Accursio a Bologna.

L'avvio del cantiere, ad aprile 2013, è stato reso possibile grazie a uno stanziamento di 700mila euro da parte del Comune e alle risorse – 500mila euro – messe a disposizione dall'Unione europea nell'ambito dei progetti GovernEE e 3enCULT, quest'ultimo dedicato specificamente al restauro degli edifici storici vincolati e portato avanti da un team di esperti di conservazione e di sviluppo urbano insieme con partner industriali e stakeholder di dieci Paesi (Italia, Danimarca, Germania, Austria, Regno Unito, Spagna, Olanda, Francia, Repubblica Ceca e Belgio). Il progetto di riqualificazione – premiato a Modena durante la settimana della bioarchitettura e della domotica (17-21 novembre) – è già considerato una best practice internazionale: l'intervento – che ha riguardato anche il restauro delle decorazioni pittoriche araldiche con 188 stemmi in stile barocco – fa di Palazzo D'Accursio il più antico edificio «domotico» d'Europa nonché un «caso studio» d'eccellenza nell'ambito della sperimentazione di tecnologie di nuova generazione votate a migliorare le condizioni di benessere termoigrometrico degli edifici storici attraverso soluzioni di riqualificazione energetica rispettosi dei principi di conservazione. Un risultato reso possibile grazie al lavoro di un team dell'Università di Bologna che ha affiancato i tecnici dell'Amministrazione comunale e un pool di esperti della conservazione, impegnati a individuare – attraverso indagini non distruttive – le migliori tecnologie da mettere in campo.

L'edificio di Bologna non è l'unico a rappresentare l'Italia nel progetto 3enCult. L'iniziativa vede protagonista, infatti, anche la storica Casa della Pesa a Bolzano dove i ricercatori dell'Eurac (l'Accademia Europea di Bolzano) stanno monitorando il comportamento energetico e il profilo prestazionale di alcuni interventi di risanamento.

La Casa della Pesa, realizzata nel XIII secolo, è una delle più antiche costruzioni in muratura del centro storico della città: la muratura – il cui spessore varia dai 60 agli 80 cm – è in pietra naturale e malta di calce, i solai e il tetto sono in legno e le facciate prospicienti piazza del Grano e il vicolo della Pesa sono caratterizzate da antichi affreschi.
Da anni in pesante stato di degrado nonostante la sostituzione, negli anni 50 e 60 delle finestre originali con infissi a doppie vetrate schermati con persiane in legno, la Casa della Pesa è stata oggetto di indagini accurate attraverso tecniche quali l'analisi termografica e termoflussimetrica, blower door test, gas traccianti e analisi luminosa, che hanno consentito di mappare i consumi e le dispersioni energetiche nonché di indagare a fondo lo stato di conservazione dei materiali.
Le analisi hanno permesso di mettere a punto un piano di restauro ad hoc: i ricercatori dell'Eurac – affiancati nel progetto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano (proprietaria dell'edificio) e dall'Ufficio Beni architettonici e artistici della Provincia autonoma di Bolzano – hanno allestito una «stanza test» dove vengono testati serramenti altamente performanti e viene sperimentato un materiale isolante di nuova generazione le cui prestazioni sono monitorate in tempo reale per verificarne il comportamento prestazionale.

Il team ha inoltre elaborato un modello tridimensionale che riproduce il comportamento energetico dell'edificio simulando diverse strategie di risanamento che, stando alle stime, consentirebbero un abbattimento dei consumi energetici fino al 75%.
La «sala test» sarà visitabile dal pubblico in occasione del Klimahouse 2015 in calendario dal 29 gennaio al 1° febbraio.


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