Innovazione e Prodotti

Energia pulita e design con i pannelli bianchi in arrivo dalla Svizzera

Mila Fiordalisi

Messo a punto per la prima volta un modulo fotovoltaico bianco che promette di rivoluzionare l'intero settore rendendo più facile l'integrazione architettonica

Spingere l'integrazione del fotovoltaico sulle facciate degli edifici: è questo l'obiettivo alla base del progetto portato avanti dal Laboratorio per il fotovoltaico creato dal Centro svizzero di elettronica e microtecnica (Csem) insieme con il Politecnico di Losanna (Epfl), che grazie a un'innovativa tecnica di produzione dei pannelli solari ha permesso di ottenere, per la prima volta nella storia del fotovoltaico, un modulo di colore bianco. Un risultato senza precedenti che promette di rivoluzionare l'intero settore del fotovoltaico e di dare finalmente la stura all'integrazione solare architettonica, finora al palo soprattutto a causa della mancanza di soluzioni esteticamente accattivanti, oltre che delle problematiche legate alla resa energetica dei moduli «verticali».

Il bianco riflette la luce
«Fino a oggi l'energia solare è stata associata con il colore blu, quello più tipicamente usato per i pannelli fotovoltaici. Ma si tratta di un colore poco adatto a favorire l'integrazione in facciata, soprattutto se si pensa a progetti di recupero relativi a edifici storici», spiega il team capitanato da Jordi Escarre Palou. «E mai nessuno prima d'ora era riuscito a sviluppare una soluzione per produrre pannelli totalmente bianchi. Il bianco riflette la luce, di qui la difficoltà di utilizzarlo come colore per i pannelli fotovoltaici. Ma siamo riusciti a trovare una soluzione a questo problema».

La soluzione con le nanotecnologie
La soluzione consiste in un rivestimento a base di nanotecnologie da applicare sui tradizionali moduli in silicio cristallino. Il nano-composito consente di far filtrare i raggi solari nonostante la colorazione bianca e, al contempo, di annullare le lunghezze d'onda non necessarie per la produzione di energia. Fra l'altro la superficie bianca dovrebbe garantire maggiore durata nel tempo al pannello stesso considerato che si evita il surriscaldamento della superficie e quindi il pannello viene meno sottoposto a "stress".
E ancora: l'utilizzo della colorazione bianca fa da "scocca" protettiva alle facciate degli edifici anche in questo caso aumentandone la durabilità e abbattendo gli interventi di manutenzione dovuti all'esposizione dei materiali agli agenti chimico-atmosferici. La "doppia pelle" solare consente anche di evitare l'effetto isola di calore durante la stagione estiva e di ridurre le dispersioni termiche in quella invernale. Risultato: il sistema diventa utile anche ai fini del contenimento degli sprechi energetici e della riduzione della spesa per riscaldamento e condizionamento. Di qui la sua natura «rivoluzionaria» anche in considerazione delle norme che prescrivono la realizzazione di edifici nearly zero.

Può rivestire i pannelli esistenti
Un altro plus del pannello sviluppato Oltralpe consiste nella possibilità di utilizzarlo anche per "rivestire" pannelli esistenti, attraverso l'applicazione, sulla superficie esterna, di una speciale pellicola color bianco che copre perfettamente il blu originario. Di fatto, la soluzione si presenta come un grande "foglio" bianco rivestito da una superficie in vetro. Ed è possibile anche "nascondere" giunzioni e cavi. «Possiamo cambiare colore a qualsiasi pannello esistente o creare look personalizzati. Il pannello diventa quindi "invisibile" e perfettamente integrato in facciata». La pellicola – puntualizzano gli scienziati svizzeri – si può utilizzare anche per la realizzazione di moduli curvi, per rispondere al meglio alle esigenze degli architetti.
Il pannello white non è l'unica novità made in Switzerland: la squadra ha in "catalogo" anche una collezione di moduli colorati, pensati anch'essi per favorire l'uso del fotovoltaico in modalità integrata.


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