Innovazione e Prodotti

Isolanti innovativi per riqualificare i vecchi edifici, Milano capofila Ue

Mila Fiordalisi

Intonaci super efficienti e sensori per monitorare temperatura e umidità messi a punto dal Politecnico nell'ambito dell'iniziativa comunitaria Easee

Tre nuovi materiali isolanti. Messi a punto specificamente per essere utilizzati nei progetti di retrofit degli edifici costruiti fra il 1925 e il 1975. Questo il risultato reso possibile nell'ambito del progetto di ricerca europeo Easee, dedicato a spingere le azioni di efficientamento energetico e di ecosostenibilità negli edifici residenziali multipiano in Europa.

Numerosi i partner in campo fra aziende, enti di ricerca e università. A rappresentare l'Italia il Politecnico di Milano, D'Appollonia, Magnetti Building, Imprima Costruzioni e Stam. «Gli edifici costruiti fra il 1925 e il 1975 sono i più energivori e richiedono retrofit energetico dell'involucro – spiega l'architetto Emilio Pizzi, docente di Architettura tecnica presso il dipartimento Best del Politecnico di Milano –. In Europa ci sono 10 milioni di edifici multipiano e multiproprietà, non sono soggetti a riqualificazione obbligatoria, hanno volumi relativamente semplici e hanno muri con camera d'aria interna. Normalmente riqualificati da imprese di costruzione medio-piccole sono soggetti a intervento che hanno notevole impatto sui residenti a causa dei lunghi tempi di lavoro e della presenza dei ponteggi». Di qui l'idea di dare vita a materiali di nuova generazione, facili da utilizzare e in tempi rapidi, che sono stati sperimentati sulle facciate e sulle pareti interne di un edificio, costruito nel 1965, di proprietà del Politecnico di Milano e su un edificio del 1971 dell'Aler.

Il capoluogo meneghino ha fatto dunque da "test" pilota per provare sul campo i nuovi materiali. In dettaglio per l'involucro esterno è stato realizzato una linea di pannelli prefabbricati su misura multifunzionali, con l'impiego di Uhpfrc e Rtm, ossia calcestruzzo e malta fibrorinforzati, da montare senza ponteggi. Per l'involucro interno il progetto si è concentrato sullo sviluppo di intonaci ad alte prestazioni isolanti a base di nanotecnologie e prodotti tessili, anche in questo caso multifunzionali. Perlite ad alte prestazioni è invece la soluzione individuata per l'isolamento delle cavità. Per controllare il «comportamento» dei materiali e tenere sotto controllo parametri quali temperatura interna e umidità, nell'edificio del Politecnico è stata allestita anche una rete di sensori all'interno di una delle stanze. Chip «intelligenti» sono stati posizionati anche a livello della facciata, in particolare all'interno della stratificazione e sulla superficie interna della parete. «Tutti i dati vengono incrociati con dei sensori esterni di radiazione e di vento e quindi delle condizioni climatiche esterne – spiega Gabriele Masera, professore associato presso il Politecnico di Milano –. Questo permette poi di ricostruire un modello matematico che descrive con i parametri standard le prestazioni dei materiali in base alle condizioni climatiche».
Il progetto Easee fa leva anche sulla creazione di un laboratorio interdipartimentale per lo studio della creazione e gestione e di forme complesse e adattive. E si punta anche ad accentrare competenze di carattere tecnico-scientifico nelle aree dell'ingegneria strutturale, meccanica, chimica, informatica, elettronica, dei materiali, edile-architettura.

Si mira inoltre a esplorare ambiti di innovazione all'avanguardia come ad esempio la fabbricazione di stampi dinamici per elementi costantemente differenziati, o l'adozione di materiali tessili di nuova generazione, come quelli a memoria di forma, a cambiamento di fase o a base di nanotecnologie per la realizzazione di involucri «adattivi», sistemi di sensori e attuatori per l'ottimizzazione della gestione degli edifici. E last but not least si guarda anche alla realtà aumentata per l'ottimizzazione della gestione del progetto e del cantiere.


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