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Sul quadrilatero Umbria-Marche 10 gallerie con pavimentazione in calcestruzzo

Mila Fiordalisi

Dopo la prima applicazione sperimentale a Laives (Bz), il nuovo sistema Jpcp sarà utilizzato nei tunnel della rete stradale tra Marche e Umbria

Nome in codice Jpcp, che sta per Jointed plain concrete pavementossia un sistema a base di lastre in calcestruzzo non armato. Questa tecnologia è stata utilizzata per realizzare 10 gallerie da oltre un chilometro di lunghezza presenti sul Quadrilatero Marche-Umbria, l'imponente opera infrastrutturale che, una volta terminata, permetterà un collegamento stradale rapido fra l'Umbria e le Marche. In particolare la SS 77 della Val di Chienti, maxilotto 1 del progetto viario, metterà in comunicazione le città di Foligno (Umbria) e Civitanova Marche (Marche) attraverso 13 viadotti e 13 gallerie. E la soluzione scelta per le gallerie pone questa opera fra le avanguardie delle costruzioni nel panorama nazionale.

L'innovativa pavimentazione in calcestruzzo si estende per un totale di 40 km e 300mila metri quadrati. E si tratta della seconda applicazione per il calcestruzzo di nuova generazione che ha debuttato nella nuova Galleria Laives operativa dal 21 dicembre 2013. Galleria che con i suoi 2.858 metri di lunghezza è il più lungo tunnel stradale realizzato ad oggi in provincia di Bolzano.

Entrambe le opere sono state protagoniste di due visite in loco organizzate da Atecap, Aitec e Federbeton – nel caso del Quadrilatero insieme a rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, tecnici di Roma Capitale e Strada dei Parchi, docenti dell'Università di Roma "La Sapienza" e dell'Università Politecnica delle Marche - durante le quali sono stati svelate nel dettaglio le caratteristiche del sistema utilizzato.

«Stati Uniti, Canada, Germania, Austria, Belgio, Olanda e Regno Unito hanno da tempo adottato la pavimentazione in calcestruzzo come standard, non solo in galleria – spiegano da Atecap -. Con l'esperienza del Quadrilatero e di Laives i vantaggi di questa soluzione in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale saranno finalmente sotto gli occhi di tutti anche nel nostro paese».

In dettaglio la soluzione si compone di lastre in calcestruzzo non armato unite fra loro da un sistema di giunti longitudinali e trasversali armati che consentono di controllare le deformazioni del calcestruzzo limitando le sollecitazioni meccaniche di origine termica ed igrometrica e la conseguente formazione di fessure. La pavimentazione viene realizzata attraverso due strati al di sopra del sottofondo: uno strato di base in misto stabilizzato (spessore 30 cm) e uno in calcestruzzo (spessore complessivo del pacchetto 30 cm). Il pacchetto in calcestruzzo è costituito a sua volta da due strati (dual layer) gettati "fresco su fresco" con l'utilizzo di finitrici a casseforme scorrevoli. E per il controllo del materiale è stato utilizzato un innovativo sistema telematico di tracciabilità dei provini.

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