Innovazione e Prodotti

Domotecnica: previsioni di crescita per le caldaie a pompa di calore

Maria Chiara Voci

I risultati dell'inchiesta sono stati presentati a Torino, al XVI congresso nazionale di Domotecnica, la rete nazionale degli installatori di impianti

Una volta era l'industria a farla da padrone. E a consumare, come un'idrovora, energia. Dal 2009, però, complice la crisi economica da una parte e l'aumento delle persone single (che occupano da sole un'abitazione) dall'altra, si è assistito al sorpasso. I consumi del residenziale hanno superato in Italia quelli degli stabilimenti produttivi, con oltre 30mila ktep. Sono secondi solo al settore dei trasporti.

Il dato svetta in testa a un'indagine svolta da Ref-e (Economics Engineering Energy Environment) sul mercato della climatizzazione in Italia, sia per il riscaldamento che per il raffrescamento. I risultati dell'inchiesta sono stati presentati questa mattina, a Torino, nell'ambito del 16esimo congresso nazionale di Domotecnica, la rete nazionale e indipendente in franchising delle aziende di installazione, che operano nel campo dell'efficienza energetica e delle rinnovabili.

Se il mercato degli impianti per le case e i condomini cresce, di pari passo aumenta anche, secondo Ref-e, l'attenzione alla sostenibilità. Negli ultimi due anni le caldaie a condensazione, le pompe di calore e le biomasse hanno avuto una forte diffusione: complici gli incentivi, che consentono a chi fa efficienza di detrarre dalle tasse parte dei costi sostenuti, e merito anche dell'avanzata delle tecnologie, che oggi sono disponibili a prezzi sempre più competitivi. Al punto che, nel 2012, al primo posto fra gli apparecchi di climatizzazione installati nel nostro Paese spiccano le pompe di calore (specie quelle utilizzate per il raffrescamento, come split), che rappresentano un terzo del totale, seguite dalle caldaie tradizionali (26,4%), dalle tecnologie a biomassa (18,9%) e dalle caldaie a condensazione (10,4%) mentre il solare termico si assesta al 3,4 per cento.

«La lettura dei dati - commenta Tommaso Franci di Ref-e - fa capire come il residenziale sia terreno sempre più fertile per fare efficienza. Se le caldaie a condensazione, ad esempio, hanno un saldo fortemente positivo, con una crescita di circa 200mila unità, diminuisce il parco delle caldaie tradizionali, con 150mila unità in meno. Importante poi il dato sulle pompe di calore che, secondo le previsioni degli installatori, conquisteranno fette sempre più importanti di mercato anche nel 2015. Usate non solo per il raffrescamento o integrate ad apparati tradizionali, ma anche come unica fonte di riscaldamento».

A imprimere una svolta al mercato sarà, inoltre, l'applicazione della direttiva europea sui nuovi limiti di rendimento delle caldaie e sull'obbligo di etichettatura. «Le novità – spiega Valentina D'Acunti di Anima, la Federazione delle associazioni nazionali dell'industria – scatteranno dal 26 settembre del prossimo anno. Tutti gli impianti per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria immessi nel circuito di vendita a partire da questa data dovranno essere dotati di una targa, che serve a dichiarare i consumi della singola tecnologia o anche dell'intero impianto. In questo modo, le imprese che investono in innovazione potranno distinguersi mentre i clienti avranno la possibilità di scegliere con maggiore consapevolezza».

Considerato il cammino intrapreso fino ad oggi, da Torino è arrivato questa mattina anche un appello al Governo a lavorare per cercare di mantenere gli incentivi, specie quelli del 65%. Cercando di orientare meglio il mercato a fare davvero efficienza. «Non basta la proroga una tantum per il 2015 - ragiona Luca Dal Fabbro, presidente di Domotecnica -. Sono infatti convinto che in tema di incentivi sia necessario lavorare con una visione davanti di lungo periodo. Solo promuovendo forme di supporto stabili nel tempo si può consentire agli installatori che operano nel settore di orientare davvero la domanda e, dall'altra parte, agli utenti di pianificare correttamente nuovi investimenti in sostenibilità».


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