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Dalle macchine movimento terra il segnale di ripresa per le costruzioni

Alessandro Lerbini

Continuano a crescere in Italia le vendite dei mezzi per l'edilizia: +15,5% nel primo semestre del 2014

Le macchine movimento terra danno un chiaro segnale di fiducia all'intero settore delle costruzioni. Il comparto, che da sempre anticipa il ciclo dell'edilizia, registra anche in questo secondo bimestre del 2014 un aumento delle vendite sul mercato nazionale. Dopo i dati molto incoraggianti registrati nel primo trimestre, periodo in cui il mercato era cresciuto del +23,7% su base annua, le 1.732 macchine vendute in questo secondo trimestre, pari a un incremento del 9,8%, confermano la ripresa della domanda interna.

Alla luce di questi dati il comparto delle macchine per le costruzioni, descritto dall'Osservatorio realizzato dal Cresme con il patrocinio di Saie e promosso da Cantiermacchine-Ascomac, Ucomesa-Anima, Comamoter-Federunacoma nell'ambito di Federcostruzioni, sembra uscito dalla crisi.

Analizzando i dati per semestre, nella prima metà del 2014 sono state vendute 3.122 macchine, contro le 2.702 del 2013 e le 3.593 del 2012. Rispetto al primo semestre dell'anno scorso l'incremento delle vendite è stato del 15,5% e ha riguardato quasi tutti i settori con la sola eccezione delle vibrofinitrici che totalizzano la stessa quota di venduto del 2013 e dei rulli che, invece, perdono il 9,7 per cento.

Per le macchine movimento terra l'incremento del semestre è pari al +28,3%: comparando i dati con le vendite del 2012 c'è stato un aumento delle vendite dello 0,8 per cento. La stessa dinamica si riscontra nei dumper articolati: in questo caso già le vendite del primo semestre 2013 erano state superiori a quelle del 2012 del 433%, per poi proseguire quest'anno con un incremento del 25 per cento. Le terne totalizzano la più alta variazione percentuale su base annua: le 63 macchine vendute nel 2014 sono pari al +31,3% rispetto al 2013. I miniescavatori totalizzano il +12,4%, mentre per i sollevatori telescopici, a causa del calo delle vendite del secondo trimestre, la variazione percentuale si attesta al +3,1 per cento.

Le esportazioni continuano invece a perdere colpi: dopo il -5,6% registrato a febbraio e il -1,7% di marzo, i 241,6 milioni di euro di macchine esportate sono inferiori del 5,6% rispetto al valore di aprile 2013. E nonostante a gennaio il mercato fosse aumentano del 14,9%, anche il primo quadrimestre si chiude in negativo con il -1% di macchine esportate rispetto all'anno scorso. La Francia si conferma il paese leader per l'export italiano, con 75 milioni di mezzi venduti da gennaio ad aprile.

«La crescita – afferma Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme – è da mettere in relazione con l'aumento degli appalti, con i 7 miliardi di euro dati alle stazioni appaltanti per pagare i vecchi debiti, con alcune zone del Paese come Abruzzo, Emilia Romagna e Milano interessate da numerosi interventi, e con alcune tipologie di lavori come il dissesto idrogeologico, i rifiuti e il recupero del patrimonio esistente, oltre a un parco mezzi ormai obsoleto».


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