Innovazione e Prodotti

Materiali, Italia tra i leader Ue del grafene, Italcementi in pole

Mila Fiordalisi

Sono 16 i partner italiani che hanno aderito al Graphene Flagship Project che stanzia 9 milioni per lo sviluppo di soluzioni che rivoluzioneranno (anche) le costruzioni

L'Italia spinge l'acceleratore sull'adozione del grafene, il nuovo materiale che promette di rivoluzionare molti settori produttivi a partire da quello delle energie rinnovabili, ma anche dell'edilizia e delle costruzioni. Sedici i nuovi partner tricolori che hanno deciso di aderire al progetto europeo Graphene Flagship Project, un numero che ha consentito al nostro Paese di piazzarsi in vetta alla classifica europea (a pari titolo con la Germania) con un totale di 23 fra università, aziende e centri di ricerca in campo.
Il partenariato europeo conta oggi oltre 140 organizzazioni di 23 paesi e sono 66 i nuovi partner che hanno deciso di aderire al «consorzio» anche e soprattutto per partecipare al bando europeo da 9 milioni di euro. In dettaglio, i 9 milioni di euro del bando di gara della fase di avviamento, pari a 54 milioni di euro (2014-2015), hanno attratto un totale di 218 proposte in rappresentanza di 738 organizzazioni di 37 paesi. Il grafene è stato ottenuto e testato in Europa, valendo nel 2010 il premio Nobel per la fisica ad Andre Geim e a Konstantin Novoselov dell'Università di Manchester. Con il miliardo di euro investito nel Graphene Flagship Project – spiega la Commissione europea -. l'Europa sarà in grado di trasformare la ricerca scientifica d'avanguardia in prodotti commercializzabili. Questa importante iniziativa pone l'Europa in prima linea nella corsa mondiale allo sviluppo di tecnologie al grafene.

Fra i nuovi partner italiani c'è Italcementi: l'azienda è capofila del progetto di ricerca Cemphene che mira a potenziare le performance del cemento fotocatalitico «mangiasmog» (brand i.active) recentemente candidato all'oscar dell'innovazione dell'European Patent Office. (clicca qui per la fotogallery ). «Il cemento si dimostra sempre più un materiale in grado di offrire nuove performance, anche dal punto di vista ambientale», sottolinea Enrico Borgarello, direttore Ricerca e Innovazione di Italcementi. (clicca qui )
In particolare, con il grafene si punta ad aumentare l'efficacia del principio fotocatalitico e a estenderne la sensibilità in condizioni di scarsa illuminazione. Coordinate in i.lab, il centro ricerca e innovazione di Italcementi a Bergamo a cui fa capo il progetto, le attività di ricerca sul materiale saranno condotte nel laboratorio Italcementi di Brindisi e vedranno impegnati il Dipartimento di Chimica «G.Ciamician> dell'Università di Bologna, il Technion - Israel Institute of Technology, Dipartimento di Scienza dei materiali e Ingegneria, l'Eindhoven University of Technology, Laboratorio materiali e delle Interfacce Chimiche.


I 23 partner italiani
Università degli Studi di Padova
Breton S.p.A.
Università degli Studi di Roma Tor Vergata
Italcementi S.p.A.
L´Alma Mater Studiorum-Università di Bologna
Selex ES S.p.A
Università di Pisa
INFN - Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
Università degli Studi di Salerno (UNISA)
Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni
Libre S.r.l.
Grinp S.r.l.
Dyesol Italia S.r.l.
Centre Ricerche Fiat S.C.p.A
Nanesa S.r.l.
Delta-Tech S.p.A.
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Fondazione Bruno Kessler
Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia
Politecnico di Milano
Politecnico di Torino
STMicroelectronics SRL
Università degli Studi di Trieste


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