Innovazione e Prodotti

Solar Decathlon, tecnologie Bim per l'unico candidato italiano «Rhome»

Mila Fiordalisi

Intervista a Stefano Converso, docente dell'Università Roma Tre e project manager dell'operazione

È stato integralmente sviluppato con tecnologie Bim il progetto Rhome dell'Università Roma Tre, l'unico italiano candidato al Solar Decathlon Europe 2014 la competizione internazionale – giunta quest'anno alla terza edizione – che vedrà sfidarsi venti team dal 27 giugno al 14 luglio a Versailles, in Francia. Ma come è stato utilizzato il Bim? E con quali obiettivi? "Le tecnologie Bim hanno supportato tutte le fasi di un processo complesso che va dalla concezione alla ingegnerizzazione, fino alle parti non comunemente coperte dai progettisti, cioè prefabbricazione, trasporto, simulazione di assemblaggio e della relativa sicurezza in fase di cantierizzazione. E, last but not least, la gestione", spiega a Progetti & Concorsi il professor Stefano Converso - Ricercatore Bim e Docente di Progettazione Parametrica all'università Roma Tre nonché Project Manager e Bim Coordinator del progetto Rhome.

Professor Converso, perché il Bim?
Bim significa innanzitutto maggiore trasparenza e controllo. Il modello è il "punto di vista condiviso", ma anche il "punto di convergenza" di interessi non sempre convergenti. C'è un tema "politico" sotteso al Bim e che va oltre il software in senso stretto e ci ha portato a definire una struttura del gruppo di lavoro, oltre che a definire gli strumenti in uso. La richiesta istituzionale di presentare un modello la potrebbe rafforzare in modo incredibile. È come se si applicasse al settore edilizio la logica degli open data. Il Solar Decathlon, pur rappresentando una innovazione molto forte da questo punto di vista - chiede, ad esempio, dati e modelli per poter ricostruire le simulazioni energetiche in proprio - ancora non richiede il Bim in modo obbligatorio, segno che c'è bisogno ancora di fare dei passi per avere standard efficaci, applicabili facilmente dalle istituzioni.

Quante persone hanno utilizzo il Bim nell'ambito del progetto Rhome?
Il "core" team è composto da 30 componenti, detti in gergo "decatleti. Di questi, almeno venti hanno avuto accesso al modello a vario titolo, con privilegi, compiti e capacità di azione differenziate. Il modello ha permesso anche il lavoro a distanza, sfruttando la capacità dei software Bim di ultima generazione, di lavorare attraverso server di modellazione, in rete tra loro. Un orizzonte che amplierà, e di molto il proprio raggio d'azione. Soprattutto se si pensa al settore della manutenzione e della gestione dei fabbricati, che il Solar Decathlon permette di mostrare, perché, cosa rara nei concorsi, si occupa appunto di valutare l'edificio durante il proprio funzionamento, e fa rientrare tale valutazione, anche numerica, nel giudizio complessivo. Il nostro team presenta al concorso una proposta molto innovativa basata su un modello 3D condiviso di gestione in rete dell'edificio, che sfrutta la nuova piattaforma "webGL", in grande crescita.

Quale tecnologia avete scelto?
Quella di Autodesk. Coordino da diversi anni un gruppo che fa ricerca e didattica con tecnologie Autodesk a Roma Tre, e il Solar Decathlon ha rappresentato la naturale confluenza di studi che avevano portato a sviluppare strumenti e procedure di lavoro personalizzate ma soprattutto alla formazione di giovani professionisti abili che possano incarnare i nuovi metodi di lavoro. Autodesk ha dato molta rilevanza al settore Education, cosa che va loro riconosciuta. Senza "nuove persone" la maggior parte di questi processi preziosi rischia di arenarsi, ma la nostra esperienza ci ha detto sul campo che è possibile formarle, e renderle efficaci.


© RIPRODUZIONE RISERVATA