Innovazione e Prodotti

Le piastrelle vedono la ripresa, il fatturato sale a quota 4,7 miliardi

Lorenzo Bordoni

Dopo sei anni di crisi torna il segno positivo nelle vendite grazie al traino delle esportazioni. L'industria: confermare i bonus fiscali sulle ristrutturazioni

Cresce il settore italiano ed europeo delle piastrelle di ceramica. Dopo sei anni di crisi torna infatti il segno positivo nelle vendite dei prodotti nazionali (+3,16%) con un fatturato di 4,73 miliardi di euro, di cui l'80% grazie all'export (pari a 3,87 miliardi, +5,66% rispetto all'anno precedente). A livello dell'intero comparto ceramico, invece, non tutti i numeri sono positivi, anche se il valore complessivo per il 2013 (piastrelle di ceramica, ceramica sanitaria, stoviglie e materiali refrattari) si attesta sui 5,5 miliardi conta 236 industrie e 27.060 addetti.

Per quanto riguarda le piastrelle di ceramica sono sono 156 le aziende (-3% rispetto al 2012) presenti sul suolo italiano, dove sono occupati 20.537 addetti (-3,83%), che nel corso del 2013 hanno prodotto 363,4 milioni di metri quadrati (-1,05%) tali da consentire vendite per 389,3 milioni di mq (+1,85%). Salgono invece le esportazioni del 4,76%, ora pari a 302,7 milioni di mq. Il fatturato totale, 4,73 miliardi (+3,16%) deriva per 3,87 miliardi dalle esportazioni (+5,66%) e da 856 milioni da vendite sul territorio nazionale (-6,84%). Decresce in modo significativo il settore dei materiali refrattari: le 35 aziende attive sul territorio nazionale occupano 2.125 addetti (+6% rispetto al 2012) per una produzione pari a 421.172 tonnellate (-10,07%) e vendite a 442.694 (-9,17%).

Le vendite in Italia sono scese nel 2013 a 279.680 tonnellate (-12,67%), che ora sono pari al 63,2% dei volumi complessivi venduti. Il fatturato totale, pari a 392,8 milioni, deriva da vendite sul territorio nazionale per 238,3 milioni (-11,17%), da 91,7 milioni di esportazioni comunitarie (-4,25%) e da 62,8 milioni da esportazioni extracomunitarie (+0,33%). Anche la ceramica sanitaria continua a rallentare. Le 36 le aziende nazionali, che occupano complessivamente 3.723 dipendenti, hanno prodotto 3,8 milioni di pezzi (-6,77%) e venduto 3,6 milioni di pezzi (-6,07%). Il fatturato è di 308,4 milioni di euro (-8,68%), derivanti per 204 milioni di euro da vendite sul mercato nazionale e da 104,2 milioni dalle esportazioni.

Per quanto riguarda il settore europeo, infine, le notizie sono alquanto positive. La ripresa dei consumi dell'Ue, che nel caso delle esportazioni di piastrelle di ceramica dall'Italia ritorna a doppia cifra dopo diversi semestri, viene trainata dalla Germania (+16,46% in fatturato), dalla Francia (+10,18%) e dalla Gran Bretagna (+29,20%). Molto positivi anche i risultati di diversi paesi della Mitteleuropa (Ungheria, +42,71%; Repubblica Ceca +15,03%) e dell'area baltica (+43,11%). Situazione di stasi invece nei paesi extra europei, che dopo la forte crescita realizzata nel corso del 2013, consolida il fatturato del primo trimestre (+2,38%). In calo la Russia (-16,05%) che risente sia della svalutazione del rublo, della situazione di conflitto nell'area caucasica e di un rallentamento nella congiuntura interna.

«Restano alcuni nodi da sciogliere - ha sottolineato il presidente di Confindustria ceramica Vittorio Borelli in occasione della presentazione dell'indagine -: l'alto costo dell'energia dovuto alle scarse infrastrutture presenti sul territorio italiano, per esempio i rigassificatori, e agli oneri fiscali e parafiscali che gravano sulle bollette delle aziende. Invece sul mercato delle costruzioni, abbiamo chiesto al presidente Matteo Renzi quando è stato in visita in associazione nella sua ultima tappa a Sassuolo di confermare e rendere stabili nel tempo i bonus fiscali del 55% e del 65% per le ristrutturazioni»


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