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Trasparenze effetto-acqua con il vetro liquido firmato Lovegrove

Mila Fiordalisi

Grazie a una speciale tecnica di lavorazione è possibile creare sulla superficie l'illusione di onde e increspature e osservando la parete si ha l'impressione di un continuo movimento

È in grado di riprodurre la superficie dell'acqua il Liquidkristal, il primo vetro "liquido" al mondo. Grazie ad una speciale tecnica di lavorazione è possibile infatti creare sulla superficie diversi effetti: da quello a "cascata" fino all'"onda" passando per la "pioggia" e l'"increspatura". E osservando la parete si ha l'impressione di un continuo movimento (guarda le foto ).

Top secret gli ingredienti della ricetta messa a punto dall'azienda produttrice Lasvit, dai natali praghesi, che per le "texture" si è affidata ad uno dei più importanti designer al mondo: Ross Lovegrove. L'azienda, considerata fra i top producer mondiali di vetri di qualità, è riuscita dunque a mettere a segno un grosso colpo considerate le potenzialità del vetro "liquido" soprattutto in progetti ad alto valore architettonico e in particolare nella realizzazione di edifici ad uso uffici, ma anche destinati ad ospitare attività commerciali, mostre ed eventi. Il vetro "liquido", molto resistente agli urti ma anche agli agenti chimico-atmosferici e ai raggi Uv, oltre che per la realizzazione di partizioni interne – in sostituzione al vetro cemento – può essere utilizzato per creare intere facciate. In quest'ultimo caso ben si adatta l'effetto di semi-trasparenza garantito dalla versione "increspatura" che lascia filtrare la luce naturale all'interno degli edifici proteggendo al contempo la privacy degli ospiti. Numerose le varianti in cui la soluzione viene proposta: sotto forma di pannelli di differenti dimensioni (si parte da 80x80 cm) ma anche di lastre nel maxi formato 270x370 cm.

Tutte le soluzioni sono personalizzabili grazie all'uso di un software che consente di simulare vari scenari e quindi di adattare i formati in base al disegno di partenza. E sono variabili anche gli spessori, a seconda della destinazione d'uso: versione "slim" per le vetrate a uso interno mentre le pareti si "ampliano" nel caso delle facciate esterne, anche per garantire un maggior isolamento termico.


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