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Domanda giù del 27% per l'industria europea

L'industria europea dell'acciaio si trova oggi in una situazione difficile, con una domanda inferiore del 27% rispetto ai livelli pre-crisi e un eccesso di capacità produttiva di 80 milioni di tonnellate. A lanciare l'allarme è Avvenia, leader nazionale nel sistema della sostenibilità ambientale. Ma la «white economy» consentirà di recuperare la competitività e favorire la crescita. Secondo Avvenia sarà proprio la «white economy» a consentire di recuperare la competitività. Anche perché l'eccesso di capacità non è solo un problema europeo: è l'intera industria siderurgica mondiale a registrare oggi un eccesso di capacità produttiva di 542 milioni di tonnellate, di cui 200 milioni solo in Cina. L'industria siderurgica Ue si ritrova così non solo a dovere contrastare gli effetti di una scarsa domanda ma anche un eccesso di capacità su un mercato dell'acciaio globalizzato.
Secondo le stime di Avvenia i costi energetici dell'industria siderurgica rappresentano mediamente un 40% del totale dei costi operativi. Le tecnologie attualmente in uso in questo ambito hanno già beneficiato di significativi miglioramenti. «Ma ancora sono possibili miglioramenti in grado di accrescere l'efficienza energetica e ridurre i costi dei fattori produttivi» dice il fondatore di Avvenia Giovanni Campaniello.
Considerando inoltre che l'acciaio può essere ripetutamente riciclato senza perdere le sue caratteristiche fondamentali, un aumento dell'impiego dei rottami riciclati contribuirà nel breve periodo ad aumentare la competitività delle aziende europee. Produrre acciaio da rottami di acciaio invece che da minerale vergine significa infatti ridurre l'input energetico del 75% e risparmiare circa il 90%.


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