Innovazione e Prodotti

Dimore storiche, con tegole fotovoltaiche e vetrate taglio del 35% dei costi

Francesco Nariello

Restauro innovativo e risparmio energetico: se ne parlerà domani a Roma in un convegno organizzato dal Maxxi e dall'associazione Adsi


Taglio di oltre un terzo dei consumi energetici, con la netta riduzione dei costi di gestione degli immobili. Sono obiettivi di efficientamento sempre più raggiungibili per gli edifici storici vincolati, grazie alla realizzazione di interventi di restauro mirati e all'utilizzo di soluzioni innovative, in grado integrarsi nelle strutture di pregio. Un'attività che rappresenta una opportunità di valorizzazione sempre più importante per il ricco patrimonio di dimore e ville tutelate presenti sul territorio nazionale.Di miglioramento delle performance energetiche per gli immobili vincolati si parlerà il prossimo 22 marzo a Roma, al convegno «Edifici storici. Restauro e risparmio energetico: nuove tecnologie per nuove prospettive», organizzato dall'Associazione dimore storiche italiane (Adsi) e dal MAXXI Architettura, il museo delle arti del XXI secolo che ospiterà l'evento. L'obiettivo, tra l'latro, è di fare il punto sulle soluzioni innovative in grado di conciliare esigenze di sostenibilità e conservazione.Sono tante e sempre più efficaci le tecnologie a disposizione per rendere più efficienti gli edifici storici. "I nuovi prodotti consentono di raggiungere risultati elevati con una crescente capacità di integrazione - spiega Cinzia Abbate, architetto specializzato nel restauro in chiave energetica che ha curato il coordinamento scientifico del convegno -. Ci sono, ad esempio, infissi speciali, che uniscono alte prestazioni termo-acustiche alla caratteristica di avere profili di spessore minimo, in grado di simulare il disegno delle porte in ferro tradizionali e, in alcuni casi, già approvati dalle soprintendenze".

Sempre più integrate anche le soluzioni sul fronte rinnovabili. "Si pensi a tegole o mattoni fatti, in parte, da normale laterizio e, in parte, da materiale fotovoltaico, pressoché invisibile sulle coperture tradizionali. Ma anche a vetrate o tendaggi che integrano il fotovoltaico restando simili ai prodotti convenzionali. Nel caso di superfici piane, inoltre, è possibile pensare a tetti verdi per aumentare la coibentazione termica dell'edificio". Sono interventi che, "insieme all'installazione di impianti ad alta efficienza, possono portare fino al 35% di riduzione dei consumi in una dimora storica".Il restauro in chiave energetica, dice Anna D'Amelio Carbone, presidente gruppo giovani di Adsi Lazio, "deve essere mirato e pone numerosi vincoli. Per questo occorrono professionalità diverse che mettano insieme le loro competenze. La riqualificazione energetica delle dimore storiche, tuttavia, deve fare i conti con una normativa lacunosa e che lascia spazio all'arbitrarietà. L'applicabilità delle diverse soluzioni è spesso demandata all'interpretazione delle singole soprintendenze: alla fine, così, si decide caso per caso". E' anche per arginare questa situazione che il ministero dei Beni Culturali sta mettendo a punto le "Linee Guida per l'uso efficiente dell'energia nel patrimonio culturale", il cui "indice" sarà presentato al convegno.Una volta migliorate le performance energetiche delle strutture storiche - e tagliati i costi di gestione - diventa più agevole pensare a una loro valorizzazione: dimore e ville diventano così hotel e resort di lusso, ma anche complessi in locazione o spazi per eventi. Un'opportunità valida, in ottica federalismo demaniale, anche per il ricco patrimonio pubblico: secondo dati Mibac sono oltre 46mila i beni architettonici vincolati a cui si aggiungono altre 14mila dichiarazioni d'interesse culturale dal 2004 a oggi.

Un caso recente di valorizzazione è quello delle Cascine Pallavicini (Santena - Torino), complesso rurale ottocentesco il cui restauro è stato completato a fine 2013. Il recupero ha riguardato un'intera manica di cascine (circa 100 metri), mantenendo struttura e materiali originali, ma utilizzando le ultime soluzioni tecnologiche "invisibili" nelle abitazioni (cappottatura in fibra di legno, ventilazione, pavimenti radianti) e inserendo una centrale termica esterna (a cippato). Il risultato è stato quello di ottenere appartamenti in classe energetica A o A+, con un abbattimento di circa un terzo dei consumi. Il complesso, impostato su un modello di cohousing, è destinato alla locazione e stanno per essere firmati i primi contratti.


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