Innovazione e Prodotti

Cemento, a gennaio calo del 7,8% dei consumi ma volano le esportazioni

Alessandro Lerbini

Ancora dati negativi per il settore del cemento. L'osservatorio dell'Aitec (Associazione italiana tecnico economica del cemento) riguardante gennaio 2014 mostra un nuovo calo dei consumi. L'andamento è stato però in parte condizionato dal maltempo verificatosi nell'ultima settimana del mese.
A gennaio sono state impiegate sul territorio italiano 1.110.060 tonnellate di cemento con una flessione del 7,6% rispetto a 12 mesi prima quando erano stati prodotte 1.178.538 tonnellate.

La performance del Nordovest, molto negativa (-15,3%), è un preoccupante indicatore della scarsa produttività dei grandi lavori pubblici, anche di quelli legati all'Expo, che sono concentrati nell'area.
Segni negativi anche per le altre macroaree: il Nordest con 190mila tonnellate perde il 3%, il Centro e la Sardegna, con 262mila tonnellate, frenano solo dell'1,9%, mentre il Mezzogiorno, con
324mila tonnellate fa registrare un calo del 6,7 per cento.

A tenere in piedi il comparto c'è l'export, ancora in forte crescita, che testimonia l'impegno delle aziende cementiere italiane nel preservare i livelli produttivi supplendo, per quanto possibile, alla debolezza del mercato nazionale. A gennaio hanno varcato il confine 172mila tonnellate di cemento, pari a una crescita del 106 per cento rispetto a gennaio 2013. I paesi dove c'è maggiore richiesta sono Algeria, Libia, Francia, Malta, Svizzera e Slovenia.

«Come consumi - afferma Nicola Zampella, responsabile dell'ufficio studi dell'Aitec - siamo tornati agli anni '50 quando venivano impiegate 20 milioni di tonnellate. Il 2013 lo abbiamo chiuso a 21,7 milioni di tonnellate, ma per il 2014 scenderemo a 20 milioni». Rimangono lontanissimi i consumi record del 2006, quando si registrarono in Italia 47 milioni di tonnellate di cemento. «Ma almeno - conclude Zampella - la flessione sta rallentando».


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