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A Roma la centrale geotermica più grande d'Europa: serve 950 appartamenti

GIuseppe Latour

È stata realizzata dal gruppo Mezzaroma nell'ambito del complesso residenziale «Rinascimento terzo», nel quartiere Talenti. Collegherà 20 edifici con 3mila abitanti

La centrale geotermica per uso abitativo più grande d'Europa si trova nel cuore di Roma e sta entrando a pieno regime in questi mesi. È stata realizzata dal gruppo Mezzaroma nell'ambito del complesso residenziale «Rinascimento terzo», nel quartiere Talenti. Al momento sono già 266 gli appartamenti serviti e alla fine dei lavori, tra circa un anno secondo il cronoprogramma dell'impresa, si dovrebbe arrivare a 950 immobili in venti edifici per un totale di 3mila abitanti. Un esperimento molto avanzato nel panorama della nuova edilizia sostenibile: fino a oggi le centrali geotermiche sono state usate principalmente per complessi residenziali di piccole dimensioni.

«I risultati in termini di risparmio economico e di riduzione delle emissioni inquinanti - spiega l'amministratore delegato del gruppo, Barbara Mezzaroma - sono ancora superiori a quanto noi avessimo inizialmente immaginato. A due anni di distanza dalla costruzione dei primi appartamenti e della centrale, il risultato è un insediamento urbano con altissime caratteristiche di sostenibilità ed ecoefficienza». L'impiego della geotermia fornisce agli appartamenti il riscaldamento e il raffrescamento, attraverso un campo di geoscambio composto da 190 geosonde che raggiungono i 150 metri di profondità: il funzionamento del sistema si basa sullo scambio termico dell'acqua con la temperatura costante del terreno che, come noto, è più fresco in estate e più caldo d'inverno rispetto all'esterno. Con la tecnologia geotermica la quasi totalità del fabbisogno energetico necessario per riscaldare e raffrescare l'appartamento è fornita dal terreno, che durante l'inverno cede calore e nel periodo estivo lo assorbe.

La centrale geotermica, insieme a un gruppo di cogenerazione a biomassa (olio vegetale ricavato da una pianta chiamata jatropha), ha consentito di raggiungere un quantitativo energetico prodotto da fonte rinnovabile pari a circa 7mila MWh/anno: dal momento che il fabbisogno energetico totale del complesso si attesta a poco più di 10mila MWh/anno, il 64,7% del fabbisogno di energia primaria viene prodotto attraverso fonti rinnovabili. Nei primi due anni ciò ha comportato un risparmio economico in bolletta del 40% rispetto a edifici di analoghe caratteristiche dimensionali che non utilizzano energia da fonti rinnovabili. Un appartamento che, con un'alimentazione tradizionale, pagherebbe 1.770 euro di bolletta può scendere fino a circa mille. «Un beneficio così alto rende l'operazione conveniente anche senza sostegno pubblico: «I costi della tecnologia geotermica – spiega ancora Mezzaroma – in mancanza di incentivi sono tutti a carico del costruttore e non gravano in alcun modo sulla collettività. La strada che abbiamo tracciato in questi anni dimostra che il contenimento energetico e il benessere ambientale rappresentano i due elementi cardine dell'edilizia sostenibile del prossimo futuro».


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