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Tiscali, le mappe satellitari che «vanno indietro nel tempo» - Soru: gli utilizzi

Lorenzo Bordoni

L'amministratore della società spiega la nuova applicazione di Istella: può servire ad amministrazioni e a progettisti, presenta la sequenza storica delle carte satellitari di aree dettagliate

Come catturare dall'alto l'evoluzione urbanistica del territorio con un semplice click. Il progetto si chiama Istella, precisamente la sua sottosezione delle mappe storiche, un progetto avviato dalla società Tiscali come risposta allo strapotere di Google maps. Il servizio offerto dalla holding con sede a Cagliari permette di osservare l'Italia dall'alto grazie alle ricostruzioni satellitari, non solo nella loro rappresentazione attuale ma anche in quelli di diversi anni addietro.
Navigando sulla Penisola con il software è possibile scendere nei dettagli dei centri urbani, in particolare quelli più grandi, e mettere a confronto i rilevamenti 2013 con quelli, ad esempio, effettuati 10 o 15 anni prima. In alcuni casi il passo all'indietro arriva anche agli anni 60 od oltre, agli albori dell'urbanizzazione contemporanea. A Genova, si può distinguere con chiarezza la ricostruzione del porto di Renzo Piano terminata nel 1992, a Milano la rapida espansione del progetto Garibaldi – Repubblica che porta la firma di diverse archistar tra cui Stefano Boeri e Cesar Pelli.
«Il servizio è realizzato in collaborazione con Blom Cgr, una società di Parma leader di mercato in questo settore, che dal 1969 si occupa di fotogrammetria e telerilevamento», spiega Renato Soru, amministratore delegato del gruppo Tiscali. I dati sono stati acquisiti negli anni attraverso voli aerei sul territorio nazionale e rappresentano «un valore unico sia per qualità che per estensione: con oltre 6 milioni di immagini aeree e più di 200 terabytes di dati questo è certamente uno degli archivi più dettagliati e completi presenti in Europa – aggiunge -. Tanto che, in alcune zone d'Italia, è possibile andare indietro nel tempo fino agli anni 40».

Ma quale può essere il suo utilizzo? Le finalità sono diverse ma, secondo l'ad Tiscali, «avere una piattaforma autonoma di gestione dei dati geografici significa poter realizzare una vasta gamma di servizi legati al territorio: dagli studi di tipo antropico, agricolo, forestale e idrogeologico al geomarketing, dalle ricerche storiche a quelle archeologiche. E' infine certamente anche possibile usare i dati per rilevare anomalie di tipo urbanistico o per stabilire l'anno di costruzione di un edificio».
Le rilevazioni sono infatti precise e dettagliate, riuscendo a catturare le trasformazioni dei singoli lotti o edifici (come si può facilmente vedere analizzando le aree periferiche di grandi centri urbani come Roma o Milano).

Il vero obiettivo di Istella però è un altro, conclude Soru: «Intendiamo usare la piattaforma per consentire la pubblicazione degli Open Data territoriali che vengono prodotti dalle amministrazioni pubbliche e che possono rappresentare interessanti layer informativi per i cittadini. Abbiamo già iniziato, su questo, un'attività di integrazione dei dati georeferenziati pubblicati proprio dal Comune di Firenze».



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