Innovazione e Prodotti

Dalla Ue 7 miliardi per edilizia verde: «il Governo vari un piano per le città»

Alessia Tripodi

Presentato a Roma il secondo rapporto su innovazione e sostenibilità nel settore edilizio: «Cambiare politiche di settore per non perdere il treno della programmazione 2014-2020»

Quasi 7 miliardi di euro di fondi Ue per creare 600mila nuovi posti di lavoro nel settore dell'efficienza energetica e della sicurezza del patrimonio edilizio. Risorse messe in campo nella programmazione 2014-2020 che potranno essere sfruttate solo con un «radicale cambiamento delle politiche che regolano il settore» e istituendo «un Pon nazionale sulle città per il coordinamento di interventi e risorse da parte di ministeri e Regioni».

È l'appello lanciato al Governo da Fillea Cgil e Legambiente e contenuto nel secondo rapporto congiunturale «Costruire il futuro, innovazione e sostenibilità nel settore edilizio», firmato dalle due associazioni e presentato a Roma nel corso di un convegno al quale hanno partecipato, oltre al presidente Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza e a Walter Schiavella, segretario generale Fillea Cgil, anche Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio, Nichi Vendola, presidente della regione Puglia, Paolo Buzzetti, presidente Ance e Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia.

L'innovazione «green» dell'edilizia rappresenta, secondo il rapporto, un volano per far uscire dalla crisi un settore che «in sei anni di drammatica crisi ha visto la chiusura di 12mila imprese» e che può risollevarsi «non con l'ennesima richiesta di finanziamenti pubblici» dicono le associazioni, ma puntando sulle risorse messe a disposizione dalla nuova programmazione Ue, che con le direttive 2012/27 e 2010/31 individua nell'efficienza energetica e nella sicurezza antisismica la chiave per una riqualificazione diffusa del patrimonio italiano. E, considerando i vincoli per la destinazione a interventi in materia di energia e clima e i cofinanziamenti, i fondi messi in campo da Bruxelles sono pari ad almeno 7 miliardi di euro. Ma non potranno dare buoni frutti in assenza di «scelte innovative» nel campo sia dell'edilizia pubblica che privata.

Esclusione dal patto di stabilità degli interventi di riqualificazione energetica, certezze per la certificazione «green» delle abitazioni, obbligo di libretto antisismico per tutti gli edifici esistenti: queste alcune delle proposte avanzate da Fillea Cgil e Legambiente, che chiedono anche la stabilizzazione dei bonus fiscali per l'efficienza (da estendere all'antisismica) e il ripristino degli incentivi per sostituire le coperture in amianto con tetti fotovoltaici. Non ultime, poi, le innovazioni negli interventi urbani, attraverso incentivi e semplificazioni per promuovere le azioni di retrofitting e messa in sicurezza di interi edifici.


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