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Edifici intelligenti. Con il Bim si taglia anche del 30% il costo di costruzione

Paola Pierotti

La gestione dei patrimoni immobiliari e in più in generale il mondo delle costruzioni e della riqualificazione in Italia rientrano tra i settori meno informatizzati in Italia

«Sempre più spesso si parla di edifici intelligenti ma la gestione dei patrimoni immobiliari e in più in generale il mondo delle costruzioni e della riqualificazione in Italia rientrano tra i settori meno informatizzati in Italia. Nel nostro paese esistono pochissimi sistemi che monitorano performance e uso degli edifici in maniera integrata, dalla progettazione alla dismissione, passando per gestione e riqualificazione» dichiara Gianluca Salvatori, co-organizzatore di Rebuild (evento in programma a Riva del Garda il prossimo 26-27 novembre).

Inefficienza, extra-costi, manutenzioni di emergenza sono temi caldi per tutti gli operatori del settore. Ecco allora perchè i modelli informatici dell'edificio e i sistemi computerizzati di gestione non possono restare di competenza dei soli tecnici, come spesso accade oggi.

Bim è un termine noto tra gli addetti ai lavori, è l'acronimo di Building Information Modelling, permette di usare modelli intelligenti per la pianificazione, la progettazione, la costruzione e la gestione di progetti di edifici, di infrastrutture o impianti industriali. È un database in cui si possono inserire tutti i dati (geometrici, economici, temporali e prestazionali) come input, e grazie ad una complessa rielaborazione si ottengono simulazioni e visualizzazioni, e si condividono informazioni che riducono i margini di errore, riducono i tempi e migliorano il risultato finale dal momento che si riescono a prendere decisioni mirate e consapevoli.

Il Bim è una risorsa, uno strumento usato da grandi e piccoli studi di progettazione (anche in Italia), ma per essere efficace a tutto campo, dal concept alla manutenzione dell'opera realizzata, deve entrare nel vocabolario di tutti gli stakeholder. È questa la mission di Rebuild.

«Nel nostro Paese troppi operatori non conoscono ancora le potenzialità del Bim e lo percepiscono come un sovraccosto, non sempre giustificabile, ma altri paesi ci stanno indicando la direzione da seguire – spiega l'architetto Stefano Sani di Progetto Manifattura –. In America dal 2007 il governo federale ha adottato il Bim come criterio necessario per l'approvazione dei progetti federali. Ovvero, non c'è il via libera per tribunali o ospedali, o edifici pubblici progettati senza l'uso del Bim, nella consapevolezza che con questo strumento si possono controllare tempi e costi e monitorare tutti i passaggi».

Sulla stessa linea sta andando anche l'Inghilterra. Nel maggio 2011 infatti il governo inglese ha adottato il modello Bim per progetti da più di 5 milioni di sterline, estendendolo a tutti i progetti a partire dal 2016, con piano industriale delineato in ogni suo particolare, su obblighi e standard.
«Una strategia, quella inglese di politica industriale e di promozione internazionale di tutta la filiera - spiega Stefano Sani - . L'informatizzazione del mondo immobiliare e delle costruzioni renderà le riqualificazioni sostenibili più efficaci e con un pay-back certo. È prevedibile infatti un ritorno per tutta la filiera: chi finanzia potrà contare sull'efficienza dell'intervento, i costruttori potranno differenziarsi sul mercato con questa specializzazione e ancora gli operatori e i proprietari potranno gestire il patrimonio immobiliare in modo efficace e coordinato».

Gallery fotografica con alcuni schemi sul Bim

In occasione dell'evento Rebuild con la collaborazione di Nemetschek e Autodesk (produttori rispettivamente dei software Allplan e Revit) gli operatori del settore faranno il punto su come questo processo possa innovare il mercato e le professioni, e apriranno una discussione sui vantaggi e le modalità di applicazione della metodologia Bim per la riqualificazione e la gestione del patrimonio immobiliare esistente. «Se si inverte la rotta e si abbandona l'approccio tradizionale – commenta Sani – si riducono incongruenze e inefficienze dovute allo scarso coordinamento, e si stima un risparmio dei costi di costruzione dell'ordine del 20-30%»


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