Innovazione e Prodotti

Portatile e hi-tech, Torino sperimenta la mini house «chiavi in mano»

Mila Fiordalisi

Si chiama «Omnia» l'innovativo progetto nato dalla sinergia tra il Politecnico torinese e lo Studio Dedalo Materiali made in Italy per il modulo da 25 mq che debutterà l'anno prossimo

Sorgerà a primavera del prossimo anno presso l'area antistante la nuova mensa studenti del Politecnico di Torino il modulo abitativo sperimentale Omnia, una mini-house chiavi in mano che punta a rispondere alle esigenze di un mercato la cui domanda abitativa sta virando in direzione di abitazioni sempre più piccole, su misura di single e giovani coppie. Frutto della collaborazione tra Carlo Ostorero, docente di Restauro, recupero e conservazione degli edifici presso il Politecnico di Torino, lo Studio Dedalo Architettura e una serie di aziende dell'industria delle costruzioni, il modulo Omnia ospiterà per almeno due anni accademici una coppia di studenti del Politecnico. «In Italia il tema delle piccole abitazioni è molto sentito e sensibile, ma il mondo della progettazione, delle istituzioni pubbliche e dell'impresa delle costruzioni, non hanno ancora prestato sufficiente attenzione al rinnovamento radicale avvenuto nella "antropologia" della committenza – sottolinea il professor Ostorero –. Il progetto Omnia si propone l'ambizioso programma di investire e influenzare in modo "virale" il modo di pensare l'abitazione».

Hi-tech e a base di materiali di nuova generazione il modulo made in Italy, da circa 25 mq, è stato pensato per essere allestito su tetti piani, negli interni dei cortili, sopra i bassi fabbricati, sulle coperture di garage e tra le aree inutilizzabili tra edifici.
Omnia ospita a livello del pianterreno la zona soggiorno-pranzo e il bagno, mentre la zona notte è nell'area soppalcata. La struttura portante realizzata in profili pultrusi rivestiti a secco da lastre in Eps e lana di roccia in qualità di materiali isolanti. All'esterno il primo involucro presenta un rivestimento in grès porcellanato, mentre lo Sliding Shell (il guscio scorrevole lungo l'asse longitudinale della piccola abitazione) è rivestito in zinco-titanio integrato da fotovoltaico amorfo. Lo Sliding Shell sul lato sud è a base di moduli fotovoltaici e funge inoltre da frangisole della facciata principale. A livello impiantistico è stata ideata un'architettura domotica in grado di gestire gli impianti di ventilazione meccanica controllata e quello di illuminazione a Led nonché il sistema antintrusione. Ed è anche possibile ottimizzare le prestazioni dell'involucro attraverso il controllo da remoto.

Il modulo è stato pensato anche in versione «Mobile»: la casa Omnia M è concepita per essere trasportata ovunque da un normale mezzo di carico in quanto costituita da due moduli di 2,44 per 6 per 3 m. E presenta la possibilità di sfruttare anche la superficie della copertura con la realizzazione di una terrazza solarium, di uno spazio dedicato ai pannelli fotovoltaici e termici e una miniserra per l'autoproduzione di alimenti. «Sono allo studio due nuovi modelli – annuncia a "Progetti e Concorsi" il professor Ostorero –. Si tratta di Omnia C (Collective), che si presenta come una communities di quattro moduli e di uno spazio centrale in cohousing pensabile come proposta per l'Expo 2015 di Milano, e poi Omnia V (Vertical), a base di un sistema costruttivo innovativo in struttura mista legno-acciaio per edifici in altezza». La collaborazione tra Studio Dedalo architettura per il concept e il progetto, il Diseg (Dipartimento di ingegneria strutturale, edile e geotecnica) del Politecnico di Torino e le imprese in campo creerà un sistema di raccolta dati, monitoraggio e controllo del modulo abitato dai due studenti che permetterà di valutare la possibilità di replica e aggregazione dei moduli. «Il progetto – conclude Ostorero – ci permetterà, oltre che di verificare l'efficienza del funzionamento di Omnia, anche di misurare il gradimento "psicologico" da parte degli studenti che l'abiteranno durante i due anni accademici».


© RIPRODUZIONE RISERVATA