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Da edificio-colabrodo a modello di efficienza: a Bologna nasce il condominio «biotech»

Mila Fiordalisi

Costruito negli anni '70 l'edificio "tester" ospita 36 appartamenti ed è attualmente in classe energetica G. L'obiettivo del progetto è conquistare la classe A. Primo passo abbattimento dei consumi per il riscaldamento attraverso la contabilizzazione del calore. Poi isolamento a cappotto, frangisole e tetti fotovoltaici

Sarà un condominio di Bologna a testare sul campo, per primo in Italia, il protocollo Abitare Biotech promosso dall'associazione Sportello Energia e Sicurezza in collaborazione con l'Anaci, l'associazione nazionale degli amministratori condominiali e immobiliari, il Comune di Bologna e E.On per spingere la riqualificazione energetica degli edifici esistenti.

La fase operativa sarà battezzata a primavera, ma già è stata messa nero su bianco la roadmap che porterà l'immobile della città emiliana ad aumentare la propria efficienza energetica e, al contempo, a ridurre l'emissione di CO2. Costruito negli anni Settanta, l'edificio "tester" ospita 36 appartamenti ed è attualmente in classe energetica G, ossia è annoverato fra le strutture altamente energivore: la bolletta energetica media annua per singola unità ammonta a circa 1.200 euro a seguito di un consumo di 160 kW per metro quadro. L'obiettivo del progetto è condurre l'immobile verso la classe A «attraverso una serie di interventi e procedure volte a migliorarne l'efficienza energetica», spiega l'architetto Alessandro Marata, membro del comitato promotore di Abitare Biotech che ha fra l'altro messo a punto una guida ad hoc realizzata insieme con il Politecnico di Milano.

Lo step numero uno riguarderà l'abbattimento dei consumi per il riscaldamento (l'edificio è dotato di caldaia centralizzata) attraverso la contabilizzazione del calore con l'applicazione di valvole termostatiche sui singoli termosifoni per consentire ai condòmini di regolare il flusso di calore durante le ore del giorno in cui è accesa la caldaia centralizzata. In questo modo sarà possibile ripartire più equamente le spese fra i vari condòmini ma soprattutto, stando alle stime effettuate, si potranno abbattere i consumi dei singoli appartamenti fra il 20% e il 30% considerato che la termoregolazione permetterà ai residenti di modulare il riscaldamento in base alle specifiche esigenze.

«In assemblea ho proposto il nostro progetto, accolto subito dai condòmini con interesse e nessuna resistenza, cogliendo l'occasione della detrazione fiscale del 65% e dell'Iva agevolata al 10% con un rientro dell'investimento della spesa anticipata per la centrale termica entro due anni e mezzo», spiega l'amministratore di condominio Daniele Vaccari.

Ma per il raggiungimento della classe A saranno indispensabili interventi più strutturali: il condominio sta attualmente valutando l'opportunità di isolare la facciata (che necessita comunque di un intervento di risanamento) attraverso un sistema a cappotto. Su parte delle facciate si punta a integrare celle fotovoltaiche per la produzione di energia pulita. Ed è in programma anche l'installazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura. Un sistema frangisole permetterà di ombreggiare lo stabile nelle ore più calde. Tutti gli interventi dovrebbero consentire un abbattimento ulteriore del consumi fino al 70% e quindi il raggiungimento della classe A. Alla fine del percorso di riqualificazione energetica, il fabbricato verrà dotato di un attestato e di una targa a certificazione del raggiungimento dell'obiettivo e della classificazione come edificio Biotech.


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