Innovazione e Prodotti

Mattonelle con fanghi di pietra lavica per l'edificio a energia quasi zero

Mila Fiordalisi

L'idea di un imprenditore del Vesuviano adottata dal Cesvitec per i rivestimenti interni del B-Camp, il modulo abitativo «green» progettato da Studio Associati Archimedia con AB e Costructura Consulting

Utilizzare i fanghi derivanti dalla lavorazione della pietra lavica per realizzare mattonelle «green». Questa l'idea venuta a un imprenditore del Vesuviano e prontamente adottata dal Cesvitec – l'azienda speciale della Camera di Commercio di Napoli – nell'ambito della realizzazione del B-Camp, l'edificio «nearly zero energy» (ossia i cui consumi sono quasi totalmente compensati dall'autoproduzione energetica) che vede in pole position, oltre al Cesvitec, la Confederazione nazionale artigianato della città partenopea.

Progettato dallo Studio Associati ArchiMedia con AB Architettura e Bioedilizia e la collaborazione di Costructura Consulting, il modulo abitativo – di cui un prototipo in scala 1:10 è stato esposto lo scorso aprile a Napoli in occasione della VI edizione della mostra-convegno EnergyMed – è un concentrato di materiali "smart" e tecnologie di ultima generazione. Top secret il nome dell'ideatore delle mattonelle in pietra lavica che saranno utilizzate – rende noto il Cesvitec – per la realizzazione di parte dei rivestimenti interni. Le innovative mattonelle sono frutto della cristallizzazione degli scarti di fango (finora smaltiti come rifiuti speciali in discarica) e della successiva pressatura della miscela. E si tratta solo di una delle molte innovazioni protagoniste del B-Camp.

Fra le soluzioni più all'avanguardia sul fronte dei materiali spicca un isolante per pareti realizzato grazie all'uso di fibre tessili riciclate e uno speciale pavimento «autopulente», ossia lavabile solo con acqua senza necessità di detergenti. Da segnalare anche le pannellature esterne a base di lastre in cemento additivato rivestite con un rasante a base di principio attivo fotocatalitico in grado di abbattere gli inquinanti organici e inorganici presenti nell'aria. E in campo ci saranno anche materiali a cosiddetto cambiamento di fase ossia in grado di «modificarsi» sulla base delle condizioni atmosferiche e della temperatura. La struttura sarà interamente realizzata a secco e per gli elementi portanti si utilizzerà legno lamellare, proveniente da foreste coltivate, assemblato con il sistema Glulam (Glued laminated timber). A completare il tutto impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e ad elevato risparmio energetico. Italcementi, Knauf, Nhp, Telenia, Axioma, Ekovesuvio Stone fra le aziende che hanno deciso di aderire al progetto per la realizzazione dell'edificio «modello», ma altre si stanno progressivamente facendo avanti per mettere a disposizione le proprie soluzioni più all'avanguardia.

«Il B-Camp si caratterizza per il minor consumo possibile di energia e l'utilizzo di materiali ecocompatibili e non inquinanti», sottolinea il vicepresidente del Cesvitec, Giuseppe Oliviero il quale in occasione, a maggio scorso, della firma del protocollo d'intesa tra la Camera di Commercio e il Comune di Napoli per promuovere e sostenere innovazioni tecnologiche nel settore dell'edilizia ecosostenibile, ha fornito anche alcune stime sui costi. «Un'abitazione ecosostenibile di questo tipo – ha detto - potrebbe costare tra i 1.700 e i 2.500 euro a metro quadro».


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