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Dalla Turchia arriva il calcestruzzo rinforzato con i semi di girasole

Mila Fiordalisi

Utilizzare i gusci dei semi di girasole per "rinforzare" il calcestruzzo. Questa l'idea venuta a un gruppo di ricercatori dell'università Namik Kemal di Tekirdag, in Turchia, capitanato dagli ingegneri Burak Sisman e Erhan Gezer, e già trasformata in un progetto che ha sortito la messa a punto di alcuni campioni di bio-calcestruzzo.

La scelta delle bucce dei semi di girasole non è causale: la Turchia è fra i maggiori produttori al mondo di semi di girasole nonché fra i massimi utilizzatori ed esportatori e il problema dello smaltimento delle bucce (300mila tonnellate l'anno) in particolare degli scarti industriali della produzione di olio di semi di girasole, è una questione non da poco nel Paese. Nel corso degli anni sono stati portati avanti numerosi progetti legati al riciclo dei gusci. E i test condotti dal team dell'ateneo di Tekirdag – i cui risultati sono stati pubblicati sull'International Journal of Environment e Waste Management - hanno dimostrato, per la prima volta, che è possibile non solo utilizzare i gusci nell'impasto del calcestruzzo, ma che la miscela finale impatta sulla densità del materiale al punto da "rafforzarne" le performance in termini di resistenza e durata nel tempo.
La densità del calcestruzzo risulta ridotta progressivamente all'aumento di gusci utilizzata nella miscela e ciò permette di ottenere un composto più "elastico".

Il calcestruzzo a base di gusci di semi di girasole risulta inoltre più leggero e anche le performance isolanti del materiale risultano amplificate. "Senza contare i benefici derivanti dal minor impiego della sabbia nel composto che si traduce in un risparmio economico non da poco - sottolineano gli ingegneri a capo del progetto di ricerca -. E si contribuisce poi a ridurre le quantità di scarti nelle discariche".

I test condotti hanno sortito la messa a punto di campioni di calcestruzzo con una densità di circa 2mila tonnellate per metro cubo; alcuni campioni presentavano bassa comprimibilità e dunque non risultavano adatti per le costruzioni, altri sono risultati utilizzabili solo a scopo di interventi di isolamento. Secondo il team il bio-calcestruzzo al momento risulterebbe ideale per la realizzazione di edifici agricoli (solitamente su un solo livello) ma sono in corso test per verificare la possibilità di utilizzare il materiale in altre tipologie di edifici "potenziando" la miscela. I risultati dei test hanno però dimostrato un consistente abbattimento della fessurazione del materiale quando esposto agli agenti chimico-atmosferici e in particolare al gelo-disgelo. Il bio-calcestruzzo sarebbe dunque molto utile nella realizzazione dei manti stradali, ed è proprio in questa direzione che si stanno concentrando in particolare le attività di ricerca.


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