Innovazione e Prodotti

Andil, rilanciare le costruzioni ricostruendo l'esistente

Alessandro Lerbini

Il presidente Di Carlantonio: Ci aspettiamo una lenta ripresa solo dal 2015

Rilanciare l'edilizia ricostruendo l'esistente. L'attenzione dell'assemblea generale dell'Andil - l'Associazione nazionale degli industriali dei laterizi - che si è svolta venerdì 14 giugno a Roma, si è accentrata sulla riqualificazione del patrimonio edilizio.

«La crisi vive oggi la sua espressione più aspra - afferma il presidente di Andil, Luigi Di Carlantonio, chiamato a commentare i dati sulla produzione 2012: -27% rispetto al 2011; -63,5% rispetto al 2007 (ultimo anno pre-crisi) -. Negli ultimi 5 anni, l'industria italiana dei laterizi ha lasciato sul campo i 2/3 del livello produttivo. Ci aspettiamo una lenta ripresa, tra l'altro partendo dagli attuali valori produttivi che sono molto bassi e solo dal 2015. È dunque il momento di ripensare all'edilizia, a come si trasformerà il settore, tenendo conto delle forti implicazioni sociali ed economiche, all'insegna della sostenibilità e della sicurezza, ovvero, durabilità dei sistemi edilizi e delle loro prestazioni, in particolare quelle antisismiche».

Ecco allora la proposta Andil di ricostruire l'esistente. «L'Associazione - continia Di Carlantonio - crede molto nelle opportunità che il progetto "ricostruire l'esistente" possa offrire all'intero comparto. La diffusione della pratica della ricostruzione degli edifici esistenti in aggiunta o in alternativa al recupero infatti, rimetterebbe in moto il mercato dell'edilizia e riattiverebbe l'industria delle costruzioni, che opera da traino all'intera economia. Il tutto senza alcun risvolto negativo per l'ambiente, visto che il progetto prevede la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente con interventi di sostituzione, per sottrarlo al degrado di alcune aree metropolitane ed al rischio idrogeologico e sismico, senza occupazione di nuovo suolo».

In tal senso, Andil accoglie favorevolmente la recente proposta contenuta nel pacchetto semplificazioni del 12 giugno 2013, che prevede la classificazione della demolizione e ricostruzione come intervento di "ristrutturazione edilizia" soggetta a semplice Scia, rispettando la sola volumetria e non più la parità di sagoma dell'edificio preesistente.

«È un primo passo verso una semplificazione burocratica - dichiara il presidente -, ma per una reale rigenerazione urbana sarebbe opportuno che, tra le misure tecniche e politiche da intraprendere per riqualificare in modo diffuso il tessuto abitativo senza ulteriore consumo del territorio, la demolizione e ricostruzione, in quanto finalizzata all'efficientamento energetico, benefici della detrazione fiscale, senza l'assurdo vincolo del rispetto della parità di sagoma. Auspichiamo che tale misura trovi spazio nella legge di conversione del Dl 63 del 4 giugno 2013, che ha recentemente esteso la portata degli incentivi fiscali».

Di Carlantonio mette dunque sul tavolo una serie di misure necessarie e propedeutiche al progetto ricostruire l'esistente. Tra queste: la semplificazione burocratica, lo sblocco dei pagamenti e facilitazioni per l'accesso al credito: «Occorrerà incentivare, anche fiscalmente, i processi di riqualificazione urbana, favorendo la rottamazione dei vecchi fabbricati ed includendo nelle detrazioni anche gli interventi di sostituzione edilizia. Fondamentale è poi favorire le semplificazioni burocratiche e facilitare l'accesso al credito per aziende ed imprese, prevedere meccanismi per rivitalizzare il mercato dei mutui e istituire un fondo di garanzie per le fasce deboli, per l'acquisto della prima casa. Infine, rivedere e ridimensionare le imposte sulla casa e sviluppare politiche abitative, rivedendo l'intera conformazione delle città».


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