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Listini prezzi in stallo in Piemonte. Cresce il prezzo del legno

Maria Chiara Voci

Prezzi «in stallo», che riflettono la situazione di gravissima crisi del settore appalti, per i listini di riferimento regionali.
A partire da quello della Regione Piemonte, uno dei primi e più articolati in Italia, che nell'ultima edizione ha ritoccato all'insù pochissime voci e, in particolare, quelle legate al fluttuare dei costi del petrolio e ovviamente della manodopera impiegata. Tra gli aumenti più significativi si segnalano, inoltre, i valori relativi al bitume, e di conseguenza alle opere stradali, i noli di mezzi d'opera e attrezzature, il legname da lavoro.

«Gli aumenti che abbiamo applicato erano doverosi per la corretta attuazione dei principi di revisione del listino regionale – spiegano dagli uffici del settore tecnico Opere pubbliche, che gestisce il prezzario e che di recente è passato dalla guida dell'assessore Ugo Cavallera a quelle di Giovanna Quaglia, già titolare del Patrimonio e ora alle Opere pubbliche, dopo l'ultimo rimpasto della Giunta di Roberto Cota. «Il listino regionale dei prezzi – proseguono ancora i tecnici – serve a dare parametri di riferimento per le stazioni appaltanti nella definizione degli importi da porre a base di gara. Tuttavia, la speranza è che l'aggiornamento dei valori non finisca con l'incrementare ulteriormente il divario a oggi esistente tra le cifre riportate in elenco e i valori di effettiva aggiudicazione delle gare».

Attualmente i ribassi, soprattutto sulle opere stradali, sono in Piemonte nell'ordine del 35-36% e, a fronte di un aumento della base d'asta, il rischio è quello di veder aumentare di conseguenza la percentuale di sconto, considerato che si può partire da una disponibilità maggiore.
Il prezziario piemontese. Redatto in collaborazione con diversi enti del territorio, sia pubblici che privati, coordinati dalla Regione e che operano a seguito della stipula di apposite intese, la nuova edizione del prezziario sabaudo ricalca lo schema già messo a punto da anni ed è valido, in questa edizione, fino al 31 dicembre 2013. Tutte le stazioni appaltanti del territorio lo devono applicare: se ciò non accade è necessario che l'ente pubblico ne giustifichi le ragioni, presentando un'analisi del prezzo sulle voci difformi che vengono inserite nei bandi. Inoltre, nel caso di lavori che devono essere realizzati in zone disagiate (collina, montagna ecc.), visto anche l'incremento di costo della manodopera e le oggettive difficoltà degli approvvigionamenti dei materiali e dei tempi di trasporto, i prezzi riportati nelle sezioni, in base ad analisi e giustificazioni specifiche, si possono applicare con un aumento percentuale medio variabile dal 15% al 20 per cento.

Diviso in 28 sezioni tematiche, il listino piemontese non è stato integrato quest'anno, dopo che nel 2012 era stata introdotta la sezione relativa alla sicurezza in cantiere. Lo strumento riporta sia le voci elementari, sia quelle delle opere compiute: le cifre sono calcolate sulla base delle variazioni rilevate nell'ultimo anno dalla Commissione regionale prezzi, istituita presso il Provveditorato interregionale delle opere pubbliche del Piemonte e della Valle d'Aosta, nonché attraverso idonee indagini di mercato. Per tutte le voci che hanno incidenza sulla manodopera, è prevista l'analisi esplicitata di come si è arrivati a formare il prezzo.
Oltre alla revisione dei valori, dal punto di vista tecnico sono state apportate quest'anno alcune modifiche che riguardano le sezioni delle opere edili, degli impianti termici ed elettrici, della grande viabilità, del restauro.

Infine è stata confermata nei contenuti la sezione sperimentale n. 28, inerente la salute e sicurezza sul lavoro. Sezione che è stata integrata con i contenuti della circolare del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 4536 del 30 ottobre 2012 (Gu n. 265 del 13/11/2012), che ha confermato l'assenza della quota di utili d'impresa sui singoli costi.
Il prezziario è a disposizione gratuita, scaricabile, sul sito della Regione: sul portale stazioni appaltanti, professionisti e imprese possono consultare la banca dati e utilizzare il motore di ricerca informatico.


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