Innovazione e Prodotti

Abitazioni, si punta sull'isolamento termico

Luigi Grosso

Si profilano nuovi scenari per il futuro del settore delle costruzioni, che fanno intravedere un nuovo assetto di impresa che tenderà ad avere una visione più ampia dell'attuale e che necessariamente dovrà abbandonare l'attuale concetto di «realizzazione» per passare a quello di «gestione». In questo contesto sarà sempre più presente la cultura per l'ambiente, la sostenibilità e la bioedilizia,

A tal proposito si registrano dati che fanno ben sperare per un prossimo futuro. Infatti aumenta la necessità di intervenire sul costruito giustificata dalla vetustà del patrimonio immobiliare, dall'obsolescenza delle sue componenti (specialmente nei centri urbani di maggiori dimensioni) e dalla breve vita degli impianti. Questa tendenza emerge dalla ricerca «Abitare Verde: tendenze in atto e futuri diversi di mercato» realizzata da Nomisma e Pentapolis il mese scorso la quale, rileva che trasversalmente siamo in presenza di una costante crescita del mercato dell'edilizia sostenibile.

Chi si orienta nel mercato per la scelta di un'abitazione, vede come fattori determinanti: la classe energetica dell'edificio (indicato dal 22,8% delle famiglie), seguito dalla tipologia nuova o ristrutturata dell'immobile (19,5%), l'utilizzo di materiali non nocivi alla salute (15,1%) e la presenza di impianti di energia rinnovabile (14,7%).
Per quanto riguarda gli interventi strutturali che gli italiani intendono realizzare nelle abitazioni, se negli ultimi anni sono stati privilegiati gli interventi sugli infissi (10,5%) o sulle caldaie (12%), soprattutto grazie al ricorso agli incentivi fiscali, nei prossimi mesi preferiranno interventi per l'isolamento termico dei muri esterni (cappotti e coibentazioni) o per bonificare le proprie mura domestiche da materiali considerati nocivi per la salute (intonaci vecchi, materiali trattati) o anche per dotarsi autonomamente di impianti di energia rinnovabile.

Queste tendenze si riscontrano anche nei comuni: crescono innovazione e sostenibilità nel panorama dell'edilizia italiana con una spinta «dal basso». Sono 1.003 i Comuni italiani che hanno modificato i propri regolamenti edilizi per inserire nuovi criteri e obiettivi energetico-ambientali in modo da migliorare le prestazioni delle abitazioni e la qualità del costruito, anticipando e andando oltre la normativa in vigore (rapporto Onre di Legambiente e Cresme). Un numero in aumento costante da quando, cinque anni fa, Cresme e Legambiente hanno promosso l'Osservatorio nazionale sui regolamenti edilizi, che fotografa il cambiamento in atto nella filiera delle costruzioni, ricostruendo annualmente il quadro dei provvedimenti nazionali e regionali in materia di innovazione energetica e ambientale.

Complessivamente i cittadini che vivono nei comuni dove sono in vigore questi strumenti innovativi sono oltre 21 milioni. I parametri presi in considerazione nell'analisi e per i quali si prevede una forte espansione di mercato sono: isolamento termico, tetti verdi, fonti rinnovabili, efficienza energetica degli impianti, l'orientamento e la schermatura degli edifici, i materiali da costruzioni locali e riciclabili, il risparmio idrico, isolamento acustico, la permeabilità dei suoli e l'effetto isola di calore, prestazioni dei serramenti, contabilizzazione del calore, certificazione energetica, pompe di calore e caldaie a condensazione, ventilazione meccanica controllata.


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