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Amburgo presenta Biq House, il primo edificio al mondo con facciata rivestita di alghe

Mila Fiordalisi

Bio-pannelli che producono energia attraverso la fotosintesi creando un brise-soleil naturale. I dettagli del progetto firmato da Arup insieme con Ssc e lo studio Splitterwerk

È stata inaugurata il 25 aprile ad Amburgo, in linea con la roadmap annunciata, la Biq House, il primo edificio al mondo realizzato con un sistema costruttivo di facciata a base di alghe. A firmare l'inedita soluzione - i cui dettagli tecnici sono stati svelati in anteprima al grande pubblico lo scorso marzo in occasione dell'International Building Exhibition di Amburgo - un team di ingegneri e designer di Arup, in collaborazione con Ssc (Strategic science consult), su progetto dello studio di architettura austriaco Splitterwerk.
In dettaglio, la Biq House è stata rivestita con pannelli a base di 129 "bio-reattori" allestiti sulle facciate sud-est e sud-ovest per un totale di 200 mq di superficie. Alimentati da micro-alghe, i pannelli "bio" isolano l'edificio attraverso un sistema di coibentazione del tutto "naturale" proteggendo fra l'altro la facciata dagli agenti chimico-atmosferici. Ma, soprattutto, sono in grado di generare energia attraverso il processo di fotosintesi clorofilliana. Il tutto senza dimenticare l'estetica.

«Abbiamo completato le attività di ricerca e allestito il sistema - spiega Jan Wurm, Research Leader di Arup Europe –. Ora, potremo finalmente testare sul campo la microalga in una situazione reale. È un test importante e rappresenta un avanzamento tecnologico determinante nell'ambito della progettazione green. Se saremo in grado di dimostrare che la biofacciata può diventare una nuova valida fonte di produzione di energia sostenibile, saremo in grado di trasformare l'ambiente urbano, oltre a fornire agli architetti un nuovo strumento di progettazione e nuova fonte di ispirazione».
Sono 15 le unità residenziali ospitate presso "Das Alghenhaus" (la casa di alghe) su quattro piani di altezza. I 129 pannelli verticali - prodotti in Germania dalla Colt International - sono in vetro. Al loro interno sono contenute le micro-alghe che all'impatto dei raggi solari attivano il processo di fotosintesi: le alghe si "espandono" in base all'intensità solare, quindi maggiormente durante la stagione estiva, andando a creare un brise-soleil naturale. E sono in grado di immagazzinare il calore solare creando una riserva da utilizzare per alimentare la struttura durante la stagione più fredda o quando l'intensità solare non è sufficiente a mettere in moto una produzione energetica tale da garantire la totale autonomia energetica dell'edificio.
La realizzazione della Biq House è stata resa possibile anche grazie all'intervento del governo tedesco che ha finanziato in parte l'edificio nell'ambito del progetto di ricerca "ZukunftBau". Secondo indiscrezioni la «Casa di alghe» sarebbe costata 5 milioni di euro, anche se la cifra non è stata mai confermata e resta top secret.


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