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A Monaco debutta Schaustelle, il padiglione «riciclabile» firmato Juergen Mayer

Monica Zerboni

Aperto al pubblico lo scorso 13 aprile, la struttura ospiterà mostre ed eventi culturali - Alta 18 metri e lunga 40, la struttura può essere completamente smontata e riutilizzata

Situata accanto alla Pinakothek der Moderne, il Museo di Arte Moderna di Monaco di Baviera chiuso per restauri per i prossimi sette mesi, la Schaustelle ha aperto le porte al pubblico lo scorso 13 aprile.
Si tratta di una struttura temporanea di forte impatto visivo, disegnata da Juergen Mayer, progettista tedesco diventato famoso non solo per gli originali Metropol Parasols installati a Siviglia ma anche per una serie di avveniristiche opere di architettura dalle forme fluide ed organiche. Anche in questo caso il suo intervento risulta in apparenza lontano dal tradizionale razionalismo tedesco, anche se ad un monumento del Modernismo idealmente la Schaustelle si rifà: la Nationalgalerie di Mies van der Rohe a Berlino.

Prendendola a modello nella forma e nel linguaggio progettuale il padiglione, originariamente concepito per essere installato proprio nella capitale tedesca, presenta un basamento "solido", sigillato da pannelli traslucidi di policarbonato sul quale si innesta una s truttura "leggibile", qui costituita da un sistema di impalcature e piattaforme metalliche aperte e percorribili che, con riferimento ai lavori dell'attigua pinacoteca, assumono nella forma e nella sostanza l'aspetto di un cantiere. All' interno una pavimentazione a piastre di cemento armato caratterizza lo spazio, delimitato da pareti in cartongesso multistrato.
Ai lati del padiglione una serie di container industriali costituiscono parte integrante del nuovo complesso e ospitano i locali di servizio, compresi il bar, il bookshop, le toilettes e i depositi del museo.

Lunga quaranta metri e larga 15 la nuova struttura raggiunge un'altezza di 18 metri.
Al piano terra una grande sala di 265metri quadrati può accogliere più di cinquecento persone. In aggiunta due piattaforme installate all'aperto e raggiungibili con passerelle offrono ulteriore spazio espositivo oltre a costituire un percorso panoramico che mette in relazione il pubblico con la città.
Costata 750mila euro, finanziati in parte con fondi pubblici, la Schaustelle rappresenta un omaggio alla flessibilità spaziale e all'interazione culturale.
La necessità di riunire temporaneamente sotto il medesimo tetto le quattro collezioni della Pinacoteca, l'arte, la grafica, il design e l'architettura - ha infatti offerto l'occasione per dare vita ad un esperimento culturale nel quale lo spazio è articolato e fruibile in ogni sua parte.
In esso i generi e le formule espositive si mescolano e interagiscono in un originale connubio fra arte, architettura e urbanistica.

Gli interni si prestano non solo per esposizioni, ma anche per incontri, workshop ed eventi culturali o teatrali, mentre le griglie esterne rappresentano un agevole supporto per schermi e pannelli multimediali visibili anche dalla strada.
Realizzato con materiali ed elementi completamente riciclabili, il padiglione è destinato a essere smantellato e riutilizzato in altro luogo.
Ma la Schaustelle farà parlare a lungo di sé anche a lavori di restauro conclusi.
Non solo per la sua influenza sulla vita culturale ma anche per l'impatto sullo skyline della città, assumendo così un ruolo simbolico nel processo di rinnovamento urbanistico della capitale bavarese.


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