Innovazione e Prodotti

Italcementi testa la parete antismog con standard europei

Mila Fiordalisi

Presentato a Bergamo l'i.active Coat, il rivestimento con materiali fotocatalitici che riduce l'inquinamento - La sperimentazione rientra nel progetto di ricerca Ue «Life+ PhotoPaq»

Mettere nero su bianco le linee guida europee per la corretta applicazione dei materiali fotocatalitici in ambito urbano: è questo l'obiettivo del progetto di ricerca Ue Life+ PhotoPaq (Photocatalytic Remediation Processes on Air Quality) che vede in prima fila Italcementi, unico partner industriale del gruppo internazionale che coinvolge (oltre all'Italia) Francia, Germania, Grecia e Belgio con laboratori e centri di ricerca specializzati.
È Bergamo, la città dove ha sede l'i.lab – il centro di ricerca e innovazione di Italcementi (all'interno del parco scientifico e tecnologico Kilometro Rosso) – il «sito» protagonista dei nuovi test che mirano a quantificare e certificare l'attività fotocatalitica di superfici stradali e pareti di edifici attraverso l'uso dell'i.active Coat, la gamma di rasanti cementizi a base di TX Active (il principio fotocatalitico brevettato da Italcementi e lanciato sul mercato nel 2006) svelata per la prima volta al grande pubblico in occasione dell'ultima edizione del Made Expo, andata in scena a Milano lo scorso ottobre. Spalmato o spruzzato sulle superfici, l'i.active Coat è in grado di decomporre i microorganismi inquinanti, «restituendo» non solo edifici più puliti ma anche una migliore qualità dell'aria. Omogeneamente distribuito nella matrice cementizia, il principio fotocatalitico TX Active non è soggetto a consumo e garantisce un processo di fotocatalisi costante e duraturo nel tempo.
«La prima fase del progetto – racconta Italcementi – è partita nel 2011: una sezione di circa 200 metri del tunnel stradale Leopold II a Bruxelles – soggetto a un traffico quotidiano di circa 25mila veicoli – è stata trattata con il rasante fotocatalitico i.active Coat S70». Nei giorni scorsi è entrata nel vivo la seconda fase del progetto che, iniziata a fine 2012, si concluderà entro il 2013. «Abbiamo ricostruito a Bergamo – spiega l'azienda – una situazione reale di due strade urbane parallele di lunghezza circa 60 metri con pareti alte 5 metri (per un totale di circa 1.000 mq di superficie, ndr), sulle quali verranno eseguite delle campagne di monitoraggio all'aperto volte a quantificare l'attività fotocatalitica di una delle due sezioni ricoperte con prodotti cementizi – i.active Coat sulle pareti e sulla pavimentazione orizzontale – rispetto a un'analoga sezione a base di materiali tradizionali, ossia una strada in asfalto e pareti in materiale cementizio».

L'utilizzo dei materiali fotocatalitici rappresenta una delle più importanti frontiere dell'innovazione made in Italy. E Italcementi è in pole position nel panorama europeo, sul fronte delle soluzioni in «catalogo» ma anche in termini di attività normativa per la stesura e pubblicazione di metodi di prova che verifichino e certifichino le proprietà disinquinanti ed estetiche dei materiali da costruzione fotocatalitici. A marzo di quest'anno è stata pubblicata la norma Uni 11484 che si va ad aggiungere alla Uni 11247 del 2010, la norma per l'esecuzione di prove di abbattimento fotocatalitico su materiali da costruzione, cementi inclusi, mediante degradazione di ossidi di azoto. La nuova Uni 11484 è stata messa a punto dalla commissione italiana creata ad hoc che vede fra i protagonisti più attivi, oltre ad Italcementi, l'Università di Torino e l'Itc-Cnr di San Giuliano Milanese. «È già stata proposta a livello europeo per la pubblicazione come norma europea – sottolinea l'azienda – andando così a colmare, anche a livello comunitario, un vuoto normativo che in passato ha penalizzato l'affermarsi di queste soluzioni a livello più diffuso. Come per tutti i materiali innovativi, la mancanza di metodi di prova standardizzati e riconosciuti che certificano le loro prestazioni peculiari, impediscono che vengano inseriti nei capitolati e nei progetti di opere, limitandone automaticamente il loro mercato».


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