Innovazione e Prodotti

Con la «Banca della calce» in arrivo materiali con il marchio «doc» per architettura e restauro

Mila Fiordalisi

Una start up italiana nata all'interno del progetto WeTechOff sostenuto dal Mise e da Aster Emilia Romagna - Un istituto di depositi certificati che offre materie prime di qualità con certificazioni uniche al mondo

Si chiama Banca della calce l'iniziativa made in Italy che punta a «iniettare» calce di qualità nelle opere di architettura e restauro. La start up, battezzata nel 2009 e parte di WeTechOff - progetto che sostiene lo sviluppo di imprese innovative e ad alto contenuto tecnologico, promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso Aster Emilia Romagna - è frutto della messa in opera delle «idee» del Forum Italiano Calce ed è stata avviata dal geologo Andrea Rattazzi e dal chimico Costantino Polidoro, entrambi esperti in conservazione dei beni culturali. Di fatto si tratta, alla stregua del modello «bancario», di un istituto di depositi certificati che consente l'acquisto del materiale e la sua «maturazione» allo scopo di migliorarne le proprietà chimico-fisiche. «Per conservare il passato e costruire il futuro abbiamo di nuovo bisogno di calce - sottolinea Costantino Polidoro -. Ma la calce non è tutta uguale. E la Banca della Calce nasce proprio per offrire al mercato del restauro storico-architettonico e dell'edilizia eco-sostenibile solo calce qualificata. Una calce garantita da disciplinari di produzione severi, certificazioni uniche al mondo ed etichettature dettagliate. Una calce di qualità superiore, che esprime al massimo tutte le sue potenzialità: è compatibile con i materiali antichi, è ecosostenibile nei processi produttivi e salubre per ambienti più igienici e non inquinati».

Il team si occupa anche di personalizzare il prodotto e di effettuare consulenza su misura. «Nel restauro e nella bioedilizia non si possono raggiungere risultati di qualità con calce prodotta senza cura o materiali pronti all'uso - continua Polidoro -. La Banca della calce ha un altro approccio: materiali con caratteristiche molto differenti, insieme alla consulenza per formularli nel modo più adatto. Perché i cantieri sono tutti diversi, ma per fortuna, anche la nostra calce è diversa da tutte le altre». Fra i prodotti in vendita anche termoisolanti a base di cosiddetta calcecanapa, in nome della massima ecosostenibilità.

L'azienda, in costante crescita, riesce ad andare avanti attraverso l'autofinanziamento: «Ci basiamo su una programmazione annuale e i numeri per il momento sono buoni», puntualizza Polidoro. Al momento sono i privati e gli artigiani i maggiori acquirenti – la società si rivolge però anche ai produttori di materiali e ad enti pubbici - , «a testimonianza - ci tiene a sottolineare Polidoro - che l'attenzione verso aspetti come qualità e salubrità dei materiali per l'edilizia, l'ecosostenibilità, la rintracciabilità delle materie prime è crescente». «E sempre più - continua - le persone vogliono un controllo diretto sulla qualità di ciò che acquistano». Gli ordini arrivano da tutta Italia, isole comprese, e le regioni dove il riscontro è più favorevole sono Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. E non mancano le richieste dall'estero, in particolare – sottolinea Polidoro - da paesi quali Francia, Spagna, Germania, Olanda, Regno Unito, Iran, Turchia: «La calce made in Italy è inevitabilmente associata alla straordinaria produzione artistica e architettonica del nostro Paese, in particolare in riferimento ai Romani e al Rinascimento e lavorazioni di pregio quali affreschi, stucchi, marmorini. Per il 2014 - annuncia - pensiamo di porre le basi per una strategia commerciale e una struttura adeguata per affrontare per i mercati esteri». L'azienda non a caso è ora a caccia di un responsabile commerciale: «Abbiamo intenzione di inserire nello staff una figura di questo tipo di qui ai prossimi mesi».


© RIPRODUZIONE RISERVATA