Innovazione e Prodotti

Arriva Landscape House, l'edificio «stampato» in 3D con tecnologie made in Italy

Mila Fiordalisi

Svelato il progetto firmato dall'architetto Ruijssenaars dello studio Universe di Amsterdam: 1.000 mq interamente realizzati con la stampante in tre dimensioni ideata dall'azienda Dinitech di Pisa. Anche Arup punta sulla progettazione che sviluppa prototipi in tempo reale

Realizzare un edificio su due piani, per un totale di 1.000 mq calpestabili, utilizzando esclusivamente una stampante 3D. Questo l'ambizioso obiettivo dell'architetto olandese Janjaap Ruijssenaars, dello studio Universe Architecture di Amsterdam, che nei giorni scorsi ha svelato i render della Landscape House, una struttura ispirata nella forma al nastro di Moebius e ideata su un modello messo a punto dallo scultore e matematico olandese Rinus Roelofs. È italiana la tecnologia scelta per portare avanti l'avveniristico progetto, che stando a quanto annunciato potrebbe vedere la luce in Olanda già il prossimo anno. Inventore del maxi-plotter in grado di stampare i pezzi necessari a realizzare la Landscape House è Enrico Dini, titolare della Dinitech, azienda pisana che ha in pancia una stampante unica al mondo. «La mia avventura è partita nel 2004», racconta Dini. «Il mio obiettivo era dare vita a una "stampante" in grado non solo di venire incontro alle esigenze di architetti e designer ma di rivoluzionare l'intero mondo delle costruzioni».

A quasi dieci anni dall'avvio del progetto, oggi la «creatura» di Dini comincia a farsi strada e l'incontro con l'architetto olandese ha rappresentato una svolta, almeno sulla carta. L'italiano, ingegnere cinquantenne, è balzato agli onori della cronaca mondiale ed è stato subissato di richieste, anche da parte di venture capitalist internazionali interessati non solo a finanziare la produzione della tecnologia, ma ad acquisirne i diritti. «Il sito Internet della mia azienda è stato preso d'assalto, al punto da raggiungere punte di 20mila visite al giorno. Le richieste sono molte, fra cui quella di una società brasiliana intenzionata a spostare la produzione in America». Per portare avanti il progetto su larga scala è necessaria una grossa iniezione finanziaria: la Dinitech fino a oggi ha potuto contare su un capitale di 800mila euro, di cui 200mila messi in campo dalla Camera di commercio di Pisa e altrettanti da parte della Clinica Emilio Fedeli (i restanti 400mila ce li ha messi lo stesso Dini). E parecchi soldi ci vorranno anche per concretizzare il progetto della Landscape House, in gara nel concorso internazionale Europan, che mette a disposizione 50 siti per la realizzazione dei progetti vincitori in 15 Paesi europei. «Sarà necessario reperire fra i 50mila e i 100mila euro per la progettazione esecutiva e da 3 a 5 milioni di euro per la stampa della struttura», puntualizza Dini, il quale spiega che per «stampare» in pietra la Landscape House bisognerà suddividerla in sezioni di sei metri per nove.

L'utilizzo delle stampanti 3D per realizzare «pezzi» per la costruzione di edifici è un trend che sta lentamente prendendo piede e i grandi studi di architettura e di ingegneria sono tutti impegnati in test e sperimentazioni. In prima fila Arup che ha in corso diversi progetti. «La stampa 3D darà valore aggiunto alla progettazione migliorando in particolare le attività di collaborazione dei team», spiega l'architetto italiano Alvise Simondetti, che in Arup riveste il ruolo di responsabile globale «Digital Environments NeXt_work», ossia delle tecnologie digitali e dell'innovazione attraverso strumenti real-time nell'ambito del Foresight&Innovation team . «I progettisti potranno avvantaggiarsi delle potenzialità offerte dalle tecnologie computerizzate a controllo numerico per assemblare al meglio i "pezzi" che compongono un progetto e toccarli con mano per avere un feedback tangibile immediato e sviluppare prototipi in tempo reale».


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