Innovazione e Prodotti

Prezzi con poche oscillazioni nell'edilizia: l'acciaio cresce del 4%

Luigi Grosso

Il settore delle costruzioni ha perso circa un terzo del fatturato negli ultimi sei anni. E la discesa non è terminata.
Secondo il rapporto congiunturale del Cresme, il mercato dei prodotti e materiali per l'edilizia segna un calo netto dal 2009 del 50% in termini di volumi di affari e valori prossimo al -60% in termini di produzione.
Il comparto che risente del mercato internazionale vede oscillazioni nel valore dei metalli e in particolare nel prezzo dell'acciaio (Camera di commercio di Brescia) dove viene rilevato un aumento di circa il 4 per cento. Il prezzo del rame all'ingrosso, per materiale grezzo da riciclo, subisce una diminuzione nell'ordine del 4,5% con ripercussioni sul prodotto al dettaglio lavorato (tubi e cavi) che invece si attesta su un -3,2% circa.
Il mercato dei materiali per costruzioni, nelle rilevazioni che vengono effettuate per il comparto nazionale, evidenzia il totale appiattimento del mercato con oscillazioni trascurabili che rientrano tutte nell'ordine del 1%, ascrivibili a motivazioni diverse.

Continua la tendenza, già evidenziata nei mesi precedenti, di aumenti di prezzo al dettaglio, sia pur di lieve entità, per i materiali relativi alla componentistica elettrica e idraulica e secondo quando dichiarato da locali operatori, dovuta alle variazioni del prezzo dei carburanti. A rigor di logica le ripercussioni degli aumenti dichiarati sui prodotti al dettaglio della componentistica, viste le caratteristiche delle filiere di tali materiali, appare del tutto ingiustificato.
Andamento analogo si rileva per i leganti in genere e premiscelati di produzione nazionale, dovute alla particolare natura di tale materiale, che non consente la longevità di scorte di magazzino e che prevedono, a differenza di altre tipologie di materiali, un costante avvicendamento e quindi una costante produzione. Le oscillazioni rilevate, sentiti gli operatori del settore, sono riconducibili alle incidenze derivanti dagli aumenti di manodopera, con ripercussioni sul costo industriale.

Il mercato delle materie plastiche, dove fortunatamente esistono indotti collaterali a quelli tradizionali, permettono ai produttori, sia pure con molte difficoltà, di reggere il mercato.
Gli indici Incom – Indici congiunturali Cciaa Milano-Prometeia, forniscono valori che evidenziano un mercato in movimento di crescita; valori positivi per la materia prima rispetto al 2009, che impatta con una domanda che vede volumi ridotti del 55% rispetto il 2009 e fatturati inferiori del 65% per pari periodo.

Nuovi mercati e materiali
Monitorare il mercato non significa solo individuare prezzi: il maggior valore aggiunto lo si ritrova nella possibilità di intravedere nuove iniziative e opportunità.
In particolare il comparto delle materie plastiche per tubi lisci e corrugati, pur risentendo della crisi, vede la tendenza sia pur leggera di aumento della domanda che viene attraverso nuove opportunità offerte dal settore delle bonifiche e delle sistemazioni idrauliche e dal mercato estero. Le tendenze che si rilevano riconducono a una crescita nel complessivo di circa il 10% annuo per i prossimi anni, per nuovi indotti che provengono dai paesi arabi.
La variazione del prezzo medio di vendita in Italia dei produttori italiani per i tubi lisci e corrugati, è stata del -3% circa nel 2009, -6,3% nel 2010, -7,40% circa nel 2011. Relativamente al 2012 la variazione registrata è del meno 8/10% circa.
I prezzi medi di vendita sul mercato domestico hanno registrato negli ultimi trimestri dinamiche che vedono un contenimento della produzione.

I produttori nazionali di tubi resistono meglio e adattano l'offerta alle esigenze e alle richieste del mercato, infatti non sono segnalate industrie ferme e sono in fermento laboratori di ricerca, istituti ed enti di certificazione chiamati continuamente per aggiornare valori e tolleranze per nuovi prodotti che negli ultimi anni hanno visto una enorme evoluzione in termini di qualità e di offerta.
Nuove tecnologie consentono di poter utilizzare tubi per applicazioni diverse, in settori che tradizionalmente appartenevano ad altre tipologie di prodotto.
La rivoluzione è segnalata da diverse industrie che sono in grado di poter produrre tubi con molecole orientate.

Frutto di un lungo lavoro di ricerca svolto in Italia e all'estero, in particolar modo in Spagna dove un'innovativa tecnica di estrusione permette di realizzare attraverso due fasi, prima a livello assiale, poi a livello radiale, l'orientamento molecolare, condizione che crea una struttura stratificata, dando al tubo un'elevata duttilità e una buona resistenza all'avanzamento del punto di rottura, con riduzione significativa dello spessore.
I tubi con queste caratteristiche possono raggiungere facilmente valori di pressione nominale (simbolo PN che rappresenta la pressione interna) pari a 25 bar.
L'applicazione di tale tecnologia determina tubi più leggeri, costo di produzione ridotto per pari caratteristiche rispetto al tubo tradizionale, maggiori possibilità di applicazioni ed elevata resistenza.

Meno volumi di vendita ma qualità migliorate con ampliamento della gamma di offerta
Malgrado la crisi, è confortante individuare industrie che investono e che differenziano il proprio mercato, con effetti positivi in grado di fornire impulsi e supporto all'intero comparto.
Le risposte, in termini di domanda sono lusinghiere e fanno ben sperare gli operatori: i nuovi materiali sono proposti a valori più alti nell'ordine del 8-12% rispetto ai manufatti tradizionali ma l'impiego a parità di caratteristiche, consente notevoli risparmi sia per operatori che per utenti.


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