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Un tavolo tra Anisig, geologi e ingegneri per condividere le nuove autorizzazioni

La presidenza del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, una volta chiarito la validità delle autorizzazioni ministeriali rilasciate e la prima vigenza del requisito per la realizzazione di prove in sito, intende convocare un tavolo comprendente, oltre ad Anisig e Alig che collaborano da molto tempo in modo fattivo, anche rappresentanti del Consiglio nazionale dei Geologi e degli Ingegneri oltre che di Agi per la stesura di un nuovo dispositivo autorizzativo che sostituisca la 7619 abrogata dal Tar Lazio e che sia generalmente condiviso da tutti gli attori interessati.

Appare dunque definitivamente chiarito, con la conversione in legge del Decreto sviluppo di giugno scorso, quanto già Anisig aveva interpretato a caldo: le prove di laboratorio in terre e rocce comprendono chiaramente le prove geotecniche in sito in quanto la definizione di «laboratorio» come insieme di attrezzature e personale (e non come semplice locale chiuso) è stata più volte confermata sia dal Consiglio superiore sia dai suoi organi giudiziari che in questi anni sono stati chiamati a legiferare nel merito, buon ultimo il Consiglio di Stato che con sentenza 5231 del luglio 2012 ha di fatto distinto tra prove geognostiche, appannaggio dei geologi, e prove geotecniche per la realizzazione delle quali è necessaria l'autorizzazione ministeriale.

L'obiettivo è definire nei primi due mesi del 2013 il testo del nuovo dispositivo, che consenta oltretutto di riavviare l'iter di concessione delle pratiche di autorizzazione che tuttora giacciono inevase con grave danno per coloro che attendono di poter operare secondo la legge in vigore.


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