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L'Aitec (cemento) approva le «Linee Guida per la qualifica etica dei partner commerciali»

L'Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento approva le «Linee Guida per la qualifica etica dei partner commerciali». L'applicazione degli "indici di attenzione" permetterà di avere indicazioni sul potenziale rischio di relazione criminale di clienti e fornitori.

L'AITEC, organo di rappresentanza dell'industria cementiera nazionale, ha predisposto e approvato le Linee Guida per la qualificazione dell'affidabilità etica dei partner commerciali di tutte le aziende associate.

L'adozione delle Linee Guida - che saranno operative a partire dal 1° gennaio 2013 - risponde all'obiettivo dell'industria cementiera di annullare il rischio di relazioni commerciali con soggetti appartenenti ad organizzazioni criminali o coinvolti in alcuni dei più gravi reati rilevanti ai fini dell'applicazione del D.lgs 231/2001.

Le linee guida rientrano nel più ampio Codice Etico adottato dall'associazione, che vuole ispirare le proprie azioni ai principi di trasparenza e di integrità, nel rispetto delle leggi nazionali e internazionali. AITEC è impegnata, inoltre, ad assicurarsi che tutte le aziende associate rispettino i principi e le regole della concorrenza e si adeguino anche alle Linee Guida approvate dal Consiglio Direttivo dell'Associazione.

La qualificazione di affidabilità etica si applica ai clienti, inclusi i distributori e i trasportatori, e ai fornitori di appalti, logistica, materie prime, acquisto di beni e consorzi.
Il processo di qualificazione viene avviato all'inizio del rapporto commerciale con un nuovo partner e anche durante la fase del suo svolgimento, quando l'azienda ha notizie o informazioni attendibili relative alla possibile presenza di "indici di attenzione", ovvero indicatori di potenziale rischio di relazione criminale del partner commerciale.

Tra gli indici di attenzione, l'AITEC inserisce – ad esempio – il fatto che clienti e fornitori siano stati sottoposti a procedimenti per l'applicazione di misure preventive ai sensi della normativa antimafia o per l'applicazione di misure cautelari nell'ambito di procedimenti penali per reati come usura, estorsione, ricettazione, riciclaggio o altri reati legati alla criminalità organizzata. A tutti i fornitori, inoltre, è richiesto il certificato antimafia, al fine del loro inserimento nella vendor list.


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