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Per il nuovo teatro all'Aquila il «bollino» Arca livello Silver

M.Fr.

Al Made la consegna del primo certificato della sostenibilità ambientale e della resistenza ai terremoti secondo il protocollo Arca all'auditorium firmato da Renzo Piano

I numeri sono ancora piccoli, anche perché l'operatività comincia ora, dopo un anno di sperimentazione. Ma c'è tutta l'intenzione di crescere per cavalcare la positiva risposta del target di mercato: quello dell'edilizia in legno.

Stiamo parlando di Arca (Architettura, Comfort, Ambiente), il protocollo per la certificazione di immobili realizzati in legno. Come i più noti CasaClima e Leed, il sistema prevede una certificazione graduata in quattro stadi, dal livello base "green" fino a quello top "platinum".

Il progetto è stato lanciato dalla Provincia un anno fa (presentato proprio al Made), la quale ne sta favorendo la diffusione anche attraverso incentivi previsti dalle norme edilizie. L'obiettivo è valorizzare la filiera del legno, in tutti i suoi aspetti, diretti (produzione, export) e indiretti (professionisti formati per assistere il cliente che chiede il certificato).

Nel settore legno operano in Trentino circa mille aziende – tra cui 154 di utilizzazione forestale, 186 di prima lavorazione, 723 di seconda lavorazione – con 4.500 addetti e un fatturato di 450 milioni di euro, pari al 6% circa del Pil provinciale. Da qui l'importanza di valorizzare questo pezzo di economia locale.

La particolarità del sistema Arca è che nel punteggio vengono considerati sia gli elementi che attengono al contenimento energetico sia, soprattutto, quelli che riguardano la struttura e la sua capacità di resistere alle sollecitazioni di un eventuale terremoto o incendio.

I numeri, come si diceva sono limitati. Finora è stata condotta una sperimentazione su una decina di edifici nella provincia di Trento.

Una certificazione vera e propria è invece in corso su altri quattro edifici (due case e un albergo passivo). Tra questi ce n'è uno molto speciale. È l'auditorium di Renzo Piano, che è stato appena inaugurato all'Aquila. In un evento in programma il prossimo 19 ottobre al Made Expo di Milano, verrà consegnata la certificazione (livello Silver, certificata da Bureau Veritas Italia): la prima secondo le 13 specifiche del protocollo Arca. Essendo stato donato dal Trentino e realizzato con legno della Val di Fiemme, la Provincia ha pensato bene di farne anche un efficace veicolo per la promozione del suo sistema di certificazione.

La storia. Il sistema prende le mosse dal prototipo sperimentale Sofie, realizzato in legno strutturale X-Lam antisismico. Il prototipo, di ben sette piani, ha resistito a una scossa di oltre 7 gradi della scala Richter.
Il nuovo sistema. Il sistema Arca si costruisce proprio intorno a questo "specifico antisismico", integrando elementi di risparmio energetico, e buone prassi per la gestione del cantiere e del ciclo di vita dei materiali. In questo si sovrappone anche a elementi del protocollo Leed, e in particolare a quello del protocollo italiano Gbc home. E infatti si sta studiando il riconoscimento, in caso di doppia certificazione, degli elementi comuni ai due protocolli. In che modo? «Se il cliente intende procedere a una seconda certificazione – spiega il coordinatore tecnico di Arca, Stefano Menapace – pagherà solo le parti del protocollo che non si sovrappongono».
Il sistema viene studiato tenendo conto di due tipologie di interventi: le nuove costruzioni e le sopraelevazioni.

La Provincia ha previsto due forme di incentivo, tra loro alternative. La prima consiste nell'aumento di cubatura del 20% concesso agli edifici che raggiungono le performance che il sistema Arca certifica. In alternativa si può scontare il costo della certificazione dagli oneri di costruzione.

La certificazione assicura anche uno sconto sulla polizza decennale postuma obbligatoria. Quanto al cliente finale, il vantaggio è legato alla garanzia delle performance di rendimento energico, resistenza antisismica e comfort ambientale, oltre al mantenimento del valore immobiliare.

Come funziona. Il cliente si avvale di un consulente (la Provincia ne ha formati un centinaio finora) che segue la procedura. La certificazione viene invece rilasciata da un ente terzo – finora sono tre gli enti selezionati: Bureau Veritas, Icmq e Tuv – ma la pratica viene seguita da Trentino Sviluppo, che è anche l'ente che riscuote il pagamento dal cliente.


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