Innovazione e Prodotti

Edifici con facciate bio : ecco la rivoluzione «vegetecture»

Mila Fiordalisi

Pronta nel 2013 la «Biq House» firmata Arup, una struttura a cinque piani con facciata rivestita di micro alghe. L'nnovazione garantirà isolamento termico e totale autonomia dal punto di vista energetico

È fissato a marzo del 2013 il battesimo della Biq House, il primo edificio al mondo a base di un sistema costruttivo di facciata completamente «bio».
A firmare l'inedita soluzione un team di ingegneri e designer di Arup, in collaborazione con Ssc (Strategic science consult), su progetto dello studio di architettura austriaco Splitterwerk. Ed i pannelli saranno prodotti in Germania dalla Colt International.
Il primo edificio da cinque piani di altezza, per un totale di 15 unità residenziali, sarà realizzato ad Amburgo e sarà completato in concomitanza con l'edizione annuale dell'Iba, il Salone internazionale dell'edilizia al via il prossimo marzo, dove fra l'altro saranno svelati tutti i dettagli tecnici della soluzione e mostrati i risultati ottenuti durante la fase di sperimentazione. La Biq House sarà rivestita con pannelli a base di «bio-reattori» - allestiti sulle facciate sud-est e sud-ovest - alimentati da micro-alghe che avranno il triplo compito di isolare l'edificio, grazie alla coibentazione «naturale», proteggendolo dagli agenti chimico-atmosferici, generare energia attraverso il processo di fotosintesi e conferire alla facciata un aspetto altamente scenografico.

In dettaglio, per la realizzazione della facciata saranno messi in campo pannelli in vetro verticali (i bio-reattori) contenenti i microvegetali che all'impatto dei raggi solari attiveranno il processo di fotosintesi: le alghe si «espanderanno» in base all'intensità solare e quindi maggiormente durante la stagione estiva andando a creare un brise-soleil naturale. La facciata «vegetale» è in grado al contempo di immagazzinare il calore solare creando un'ulteriore «riserva» da utilizzare per alimentare la struttura durante la stagione più fredda o quando l'intensità solare non è sufficiente a mettere in moto una produzione energetica tale da garantire la totale autonomia energetica dell'edificio. «Das Alghenhaus» (la casa di alghe) - così è già stata ribattezzata la struttura - sarà dunque totalmente autonoma da un punto di vista della produzione energetica configurandosi come una zero-energy home. «La soluzione che stiamo utilizzando è basata su un sistema "adattivo" che fa leva sullo sfruttamento dei processi bio-chimici in maniera ecosostenibile», spiega Jan Wurm, Europe research leader di Arup. La soluzione, attualmente in fase di test su un edificio in Germania «oltre a fornire ombra per mantenere fresco l'interno dell'edificio nelle ore più calde conferirà alla struttura un aspetto visivamente interessante che piacerà a ingegneri, architetti e costruttori». Secondo indiscrezioni il costo dell'opera ammonterebbe a cinque milioni di euro.>


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