Innovazione e Prodotti

Silvio Sarno (Atecap): «Pronti a collaborare con gli architetti»

Paola Pierotti

Il cemento è un materiale che ha ancora tanto da dare alla qualità architettonica - dicono i produttori dell'Atecap, per migliorare le prestazioni di resistenza sismica, qualità energetica e isolamento acustico

Dalle infrastrutture ai nuovi musei, il calcestruzzo preconfezionato consolida nel tempo il suo protagonismo tra i materiali dell'ingegneria e dell'architettura contemporanea. Grazie all'innovazione del ciclo produttivo il calcestruzzo consente ampie sperimentazioni e applicazioni sia per quanto riguarda la funzione che per l'immagine.

Innovazione necessaria in tempi di crisi (negli ultimi cinque anni la domanda di cemento ha subito una perdita di oltre il 30% e dal 2006 a oggi si è dimezzato - fonte Atecap). «Ci siamo stancati di vedere che si lega questo materiale alla semplice costruzione di scheletri, con il calcestruzzo si possono realizzare piccole e grandi architetture di eccellente qualità», sottolinea Silvio Sarno, presidente Atecap (Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato).

Velocità di impiego, riduzione dell'inquinamento, realizzazione di superfici particolarmente curve o ardite, brillantezza, sono queste alcune delle prestazioni garantite dal calcestruzzo preconfenzionato. Dalle note architetture di Richard Meier realizzate a Roma al cantiere di Renzo Piano a Torino per Intesa San Paolo, la grande architettura sceglie il calcestruzzo per far fronte a esigenze di design o per risolvere particolari problemi strutturali.

Ingegner Sarno, puntate sull'alleanza tra produttori e progettisti per affrontare la crisi?
Lavoriamo in questa direzione. Vorremo che i progettisti tenessero in considerazione le possibilità del calcestruzzo architettonico già in fase iniziale, quando si confrontano con i committenti. Saremo al Madexpo in autunno con l'obiettivo di creare reti tra aziende e progettisti. Con il calcestruzzo si possono realizzare grattacieli alti 250 metri, ne abbiamo prova negli Emirati. Si possono costruire interessanti opere di architetture, basta ricordare il Museo Maxxi di Zaha Hadid o il terminal che l'archistar anglo-irachena sta realizzando sul lungomare di Salerno.

Innovazione? Internazionalizzazione? Quali sono le strategie di Atecap?
Sicuramente l'innovazione, che di fatto non necessità di particolari tecnologie. Grazie alla collaborazione tra i diversi attori si possono ottimizzare le tante soluzioni possibili, e costruire grandi opere di architettura moderna. Si possono impiegare casseforme particolari, usare calcestruzzo colorato, impiegare calcestruzzo al monossido di titanio che limita l'inquinamento ambientale. Siamo invece contrari all'internazionalizzazione: le nostre imprese sono legate al territorio in cui operano. La sfida sarà quella di razionalizzare le strutture produttive, promuovendo piuttosto forme di aggregazione.

Se tra i temi cari al settore delle costruzioni ci sono la sostenibilità e il recupero del patrimonio esistente, come risponde la vostra associazione?
Il calcestruzzo è interamente riciclabile: penso al calcestruzzo stradale in ambito urbano ma anche a quello degli edifici degli anni 30-50 che vanno riadattati e messi in sicurezza. Il calcestruzzo, come ci insegna il Giappone, è un materiale perfetto anche per rispondere alle problematiche legate al rischio sismico.


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