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La società petrolifera cerca un rapporto con il paesaggio per la sua nuova sede

Monica Zerboni

Il nuovo complesso commissionato a Group A dalla società petrolifera cerca un rapporto con il paesaggio nell'area dove sorgono anche gli impianti di produzione e raffinazione di greggio

L' impianto della raffineria di petrolio BP alla periferia di Rotterdam non è certo un luogo attraente né il più riferibile ai temi della sostenibilità ambientale. Ma qui, accanto a torri di frazionamento e cisterne di stoccaggio, lo studio di architetti olandesi Group A ha realizzato un progetto che si rifà alla natura.

È stato infatti il paesaggio della costa olandese, caratterizzato da alte dune sabbiose, a ispirare il design del nuovo quartier generale della famosa compagnia petrolifera, che soprattutto dopo la catastrofe ecologica del 2010 nel golfo del Messico, ha intrapreso una politica di comunicazione d'immagine focalizzata sulla salvaguardia dell'ambiente.

L'edificio, situato nel punto in cui gli impianti petrolchimici lasciano spazio alle zone umide del Brielsemeer, il mare interno di Rotterdam, si inserisce nel paesaggio palustre con la grazia e l'eleganza di una duna di cui riproduce artificialmente la forma sinuosa. Inoltre la presenza di un rivestimento erboso in copertura riduce l'impatto visivo del manufatto e attutisce il rumore urbano circostante, oltre a soddisfare le misure di prevenzione antincendio richieste nel sito.

«Era nostro intento creare un organismo architettonico che rispettasse e mettesse in risalto le caratteristiche del territorio» sottolineano gli architetti di Group A, un team di giovani professionisti dal profilo internazionale per i quali concetti come sostenibilità e rispetto per l'ambiente sono i fondamentali di ogni progetto.

Così se il fronte nord dell'edificio si mimetizza nel paesaggio al riparo della duna artificiale, il lato sud si eleva dal terreno e si apre verso il mare grazie alla presenza di grandi vetrate che ne concludono il fronte ricurvo, composto da moduli rettangolari di differenti dimensioni.

All'interno lo spazio, distribuito complessivamente su 10.500 metri quadrati, è organizzato in due ali simmetriche, raccordate da un vasto atrio centrale a sviluppo longitudinale che si propone come luogo di incontro e di contatto sociale tra i dipendenti. La forma e l'elevazione di questo spazio cambia in continuazione compatibilmente con la forma della duna contribuendo a creare un'impressione di movimento e di leggerezza.

Nell'atrio ampie aperture al piano terra e lucernari in copertura consentono la ventilazione naturale e il passaggio della luce del giorno. Inoltre la presenza del rivestimento erboso contribuisce alla riduzione del calore all'interno, mentre vetri doppi e schermature che aumentano progressivamente verso sud permettono il controllo del microclima indoor.
Distribuiti sui vari piani, gli uffici sono di dimensioni variabili. Essi si aprono su corridoi comuni affacciati sull'atrio centrale, mentre due aeree passerelle permettono lo spostamento da un'ala all'altra del complesso, dando luogo ad un ambiente di lavoro dinamico e interattivo.

Particolare impatto visivo offrono le sale per le riunioni che, delimitate da vetri trasparenti, appaiono come scenografici sky boxes protesi verso l'atrio centrale. Alle pareti un rivestimento a listelli di legno ribadisce le analogie tra natura e architettura: le diverse colorazioni del legno evocano la geologia del sito in un'immagine intrinsecamente legata alle attività della BP.

Alla presenza del legno si contrappone quello del cemento a vista e della pietra naturale utilizzati sia alle pareti che metaforicamente per gli arredi interni, a ulteriore conferma del legame tra l'edificio e l'ambiente circostante.


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