Innovazione e Prodotti

Nel centro di ricerca spariscono le stanze e la sala riunioni è una piazza

Mila Fiordalisi

L'edificio ospita il nuovo centro di ingegneria virtuale dell'istituto tedesco. La distribuzione dello spazio è stato studiato per stimolare la creatività

Battesimo con tanto di Gold certification da parte del Dngb (German Sustainable Building Council) per l'edificio che, a Stoccarda, ospita il nuovo Centro di Ingegneria virtuale (Zve) dell'Istituto di Ingegneria industriale (Iao) del Fraunhofer Intitute.

A firmare il progetto gli architetti di UNStudio che si sono ispirati ai "contenuti" dell'edificio per ideare una struttura avveniristica, un concentrato di innovazione e ricerca, un luogo dove "sperimentare" e stimolare la creatività.

L'edificio oltre ad essere innovativo da un punto di vista delle tecniche e delle soluzioni messe in campo in chiave di ecosostenibilità, è stato progettato con l'intento di imporsi come una best practice mondiale in tema di progettazione di design degli edifici a uso ufficio. In sostanza gli architetti hanno immaginato la struttura come una sorta di edificio-pilota in cui l'architettura si mette "a servizio" degli ambienti lavorativi tenendo conto delle esigenze di comfort e qualità della vita indoor.

«Lo Zve è un prototipo di nuova generazione che dimostra come l'architettura può ridisegnare la vita lavorativa e stimolare la messa a punto di edifici pensati per migliorarla», spiega l'architetto Ben van Berkel. «La comunicazione è la chiave della ricetta e abbiamo progettato l'edificio immaginando un luogo creativo capace di stimolare la vita lavorativa». Di qui l'idea di dire addio alla "tradizionale" suddivisione delle aree con stanze, box e separé e di creare un ambiente in cui l'orizzonte si allarga a 360 gradi e si fa "flessibile".

Gli spazi sono stati "riprogettati" e le postazioni lavorative non sono più a disposizione del singolo ma della collettività: ciascuno può scegliere la propria postazione di lavoro di volta in volta. E le aree meeting si trasformano in "piazze" dove riunirsi all'occorrenza.

Innovativa anche la progettazione della facciata in cui il corpo rettangolare e quello circolare che si innalza, andando a formare una struttura bombata che rievoca la forma di un dente di sega, si incontrano "comunicando": rettangolo e cerchio si fondono, ciascuno cedendo parte della propria forma all'altro attraverso l'ammorbidimento delle linee rette che si fanno pian piano curve fondendo i due corpi e rendendoli un tutt'uno armonico.

È la luce l'altro "ingrediente" chiave della ricetta di UnStudio: i nastri orizzontali vetrati consentono non solo di illuminare gli interni ma anche di favorire la ventilazione naturale. Le coperture "bombate" e dotate di cavità luminose contribuiscono a rafforzare l'irraggiamento solare abbattendo la necessità di ricorrere all'illuminazione naturale ma anche garantendo un apporto tale di calore nella stagione invernale in grado di favorire il risparmio energetico derivante dal taglio dell'uso di sistemi di riscaldamento.

La forma dell'edificio diventa inoltre essa stessa un elemento in grado di contenere calore dove e quando serve e di proteggere gli interni dal surriscaldamento grazie all'effetto "camino" e alla ventilazione naturale. E nel nome dell'ecosostenibilità i progettisti hanno optato per il massimo uso di materiali riciclati e naturali.


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