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Macchine per l'edilizia, vendite in Italia in calo del 22% a inizio 2012. Tiene l'export

A.A.

Le vendite fuori Italia salgono del 2% rispetto al primo trimestre 2011, dopo il +23% dello scorso anno

Arriva un nuovo chiaro indicatore dell'aggravarsi della crisi delle costruzioni.
Nei primi tre mesi del 2012 sono state vendute 1.820 macchine per costruzioni sul mercato italiano con un calo del 22,4% rispetto allo stesso periodo del 2011 (si vedano le tabelle nei file correlati qui a fianco). Nel dettaglio le vendite di macchine movimento terra sono state 1.734 (-22,4% rapportato al 1° trimestre 2011), 40 macchine stradali (-11,1%) e 46 macchinari per il calcestruzzo (-31,3%).
Inoltre secondo i dati resi disponibili dall'Istat e rielaborati da Unacea, nel mese di gennaio 2012 le esportazioni di macchine per costruzioni sono state di oltre 121 milioni di euro con un tasso di crescita del 2% rispetto a gennaio 2011, frenando così la dinamica dello scorso anno che aveva registrato un +23%. Nello specifico sono andate meglio le macchine per la preparazione degli inerti (+75%), le stradali (+15%) e movimento terra (+11%), mentre hanno registrato una flessione le gru a torre (-32%), le macchine per il calcestruzzo (-21%) e per la perforazione (-15%). Sul versante delle importazioni si registra una caduta complessiva del 22% in sintonia con la debolezza del mercato interno. Il saldo della bilancia commerciale rimane in attivo per circa 91 milioni di euro.
«Il comparto delle macchine per costruzioni – sostiene Enrico Prandini (Komatsu Utility Europe), vicepresidente di Unacea – non chiede assistenza a imprese incapaci di competere. La qualità dei nostri prodotti è riconosciuta sui mercati di tutto il mondo. Ciò che chiediamo è che nell'attuale situazione di crisi, a fronte degli enormi investimenti richiesti dalle normative europee, il governo introduca almeno nei bandi di gara sistemi premiali nei confronti delle imprese edili che utilizzano macchine di ultima generazione, più sicure, efficienti e rispettose dell'ambiente. Ciò che chiediamo è inoltre che finisca la continua immissione di macchine non conformi sul mercato e che si introducano dispositivi adeguati di sorveglianza di mercato».
«Il mercato odierno delle macchine movimento terra – aggiunge Giampiero Biglia (Cnh Ce – Fiat Industrial), vicepresidente di Unacea – è molto differente in termini numerici da quello pre-crisi del 2007, essendosi ridotto di ben due terzi. Ciò nonostante è interessante notare come permane praticamente inalterata la sua morfologia basata sul peso dominante di macchine di piccole dimensioni quali miniescavatori e minipale compatte gommate e cingolate, che prese insieme continuano a costituire circa il 63% delle vendite complessive. Questa circostanza è dovuta sia all'alta antropizzazione e urbanizzazione del territorio nazionale, e alla conseguente dominanza della manutenzione sulle nuove costruzioni, che all'ormai storica scarsità di grandi progetti infrastrutturali, dei quali tuttavia vi sarebbe molto bisogno per spingere in avanti la competitività del paese».

Nata nel 2010, Unacea è l'associazione di categoria aperta al contributo di tutte le aziende italiane di macchine per costruzioni. Attualmente ha un tasso di rappresentatività in termini di fatturato di oltre 2/3 del valore dell'intera industria nazionale di macchine e attrezzature movimento terra ed è in costante crescita per quanto riguarda i macchinari per il calcestruzzo. Unacea è socio del Cece, il Comitato europeo dei produttori di macchine per costruzioni che raggruppa le associazioni nazionali di 13 paesi in rappresentanza di circa 1.200 aziende.


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