Innovazione e Prodotti

Squinzi: Bisogna puntare sulla legalità

Alessandro Lerbini

Il presidente dell'Associazione calcestruzzo Sarno: Incentivare le grandi e piccole opere pubbliche. In forte calo la produzione in Veneto ed Emilia Romagna. Il cemento perde il 38% dei volumi

«Un mercato impostato sulla legalità e composto solo da imprese serie. Serve una ripresa per tutta la filiera perché è un'esigenza del Paese e Confindustria si fa portavoce di questa necessità». Giorgio Squinzi, presidente designato di viale dell'Astronomia, ha espresso il proprio impegno nel rilancio delle costruzioni durante l'assemblea ordinaria dell'Atecap - l'Associazione tecnico economica del calcestruzzo preconfezionato - che si è svolta il 20 aprile a Roma.
«Purtroppo è un anno difficile - ha dichiarato Squinzi - e non ci sono segnali di inversione di tendenza. L'edilizia è un settore importante per l'economia italiana con il 12% del Pil. Soffrono tutti i comparti, nel quinquennio 2008-2012 si è perso un quarto degli investimenti tornando ai livelli della metà degli anni '90. Con i ritardati pagamenti, la mancanza di finanziamenti e la concorrenza anomala il settore è in continua sofferenza. Per ripartire bisogna puntare sulla legalità e la trasparenza sul modello dell'Atecap. Alzare questi livelli significa far crescere il mercato ed è questa la sfida che dobbiamo perseguire».
Massima fiducia nelle parole di Squinzi la ripone Silvio Sarno, amministratore unico della Calcestruzzi Irpini, riconfermato dall'assemblea presidente di Atecap: «Aspettiamo con ottimismo iniziative a favore del nostro settore - ha affermato -. La nostra filiera, che comprende anche Federbeton e Federcostruzioni, è unita e insieme condividiamo le azioni da intraprendere. Al Governo chiediamo di uscire fuori da questa situazione con una sana politica industriale. Stiamo vivendo la fase più acuta della crisi con un calo del 40% delle nuove costruzioni che è stato appena mitigato dagli interventi di recupero cresciuti del 6% grazie agli sgravi fiscali. Bisogna incentivare le opere pubbliche e sostenere i piccoli interventi penalizzati dal patto di stabilità. Vogliamo imprese competitive all'insegna della sicurezza, della qualificazione, della trasparenza e della legalità. Ma allo stesso tempo deve essere recepite la direttiva Ue sui pagamenti perché troppi imprenditori sono schiacciati dalla crisi».
L'Atecap rappresenta 250 imprese del settore, 750 impianti, 5mila addetti e 20 milioni di metri cubi prodotti in Italia. «Nel ciclo di un cantiere - ha dichiarato Sarno - noi siamo tra i primi a non essere pagati. E la nostra attività non può essere esportata all'estero, visto che si svolge in ambito locale in un raggio di 50 km circa».
Filippo Brancucci di Federbeton ha presentato i dati del settore. Per il 2012 la filiera del calcestruzzo prevede un calo del 12 per cento. Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Campania sono le regioni che hanno registrato la contrazione più elevata.
Il cemento continua a registrare un trend negativo. In sette anni, dal massimo raggiunto nel 2006, i consumi perderanno nel 2012 il 38,6% dei volumi.
L'analisi dell'impiego del cemento evidenzia le criticità che attraversano i diversi settori:
in particolare nell'ultimo quinquennio il prefabbricato si è dimezzato (-49,5%, 2,7 milioni di tonnellate prodotte nel 2012), mentre il calcestruzzo ha perso circa il 40% dei propri volumi (14,7 milioni di tonnellate prodotte).


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