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Prefabbricati, la crisi morde. Ma il fotovoltaico salva il calcestruzzo

Massimiliano Carbonaro

I dati delle imprese Assobeton: nel primo trimestre 2011 il volume d'affari ha segnato un -22% e le ordinazioni sono crollate del 62 per cento.

L'unico settore che non solo ha tenuto, ma ha fatto segnare risultati straordinari è quello delle cabine in calcestruzzo perché legate a doppio filo agli impianti fotovoltaici. Ma il variegato comparto dei manufatti cementizi rappresentato da Assobeton è di una realtà industriale che sta soffrendo la crisi enormemente. Il campione di 150 imprese che ogni anno forniscono i loro bilanci mostra come nel biennio 2009-2010 la situazione si sia aggravata con un meno 10,6% per quanto riguarda il valore della produzione. Mentre l'Osservatorio dell'associazione confindustriale, che ogni trimestre rileva da un panel di aziende l'andamento, indica come il 2011 sia stato durissimo e che l'anno nuovo non mostra segni di cambiamento.

Il panorama italiano della prefabbricazione è formato da un migliaio di imprese che pesano per un fatturato di circa 4 miliardi. Dopo questi anni di crisi però secondo Assobeton è probabile che un certo numero di imprese sia sparito, tanto che l'associazione conta di rifare un censimento perché molte sono le imprese individuali che rimangono sottotraccia. Il gruppo di imprese rappresentato dall'osservatorio è di 59 aziende distribuite in tutta Italia che rappresentano da sole un quarto del fatturato nazionale. Secondo le rilevazioni il volume di affari dell'ultimo trimestre del 2011 ha avuto un calo del 22% rispetto a quanto fatto segnare nello stesso periodo del 2010. Ma forse è ancora più grave il dato relativo alle ordinazioni perché gli ultimi sei mesi del 2011 hanno toccato un meno 62% del commissionato rispetto agli stessi mesi finali dell'anno precedente. E le indicazioni fornite dagli operatori evidenziano che questi primi mesi del 2012 non è cambiato il trend.

Nonostante questa situazione pressoché drammatica ci sono alcuni elementi che fanno sperare. In base all'analisi dei fatturati, le imprese risultano per lo più ancora ben patrimonializzate cosa che ha consentito loro di evitare pericolosi livelli di indebitamento. Guardando alle strategie messe in campo dalle imprese, rispetto agli anni passati si è giunti alla conclusione che non saranno le aggregazioni a salvare il settore visto che in pochissime ci hanno provato sia per difficoltà di mentalità, sia perché appunto ancora molto solide finanziariamente e quindi disposte a procedere da sole. Per quanto riguarda il futuro «la logica ci dice – ha commentato il direttore di Assobeton, Maurizio Grandi – che il mercato non potrà fare a meno di guardare alla prefabbricazione anche nel residenziale per soddisfare le nuove normative e i nuovi requisiti prestazionali necessari. Da questo punto di vista dobbiamo essere ottimisti anche se sarà necessario un salto culturale da parte dei costruttori».


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