Innovazione e Prodotti

Arriva Gbc Home, il «bollino» su misura per la casa «verde»

Massimo Frontera

Il protocollo Gbc Home è il primo a essere gestito in totale autonomia dal Green Building Council Italia. È rivolto all'edilizia residenziale e si adatta alla diversità e varietà del panorama italiano

È partita l'era italiana della certificazione rispettosa dei principi affermati dal Green building council statunitense. Dal 6 marzo, infatti, si potrà applicare il protocollo di certificazione della sostenibilità ambientale studiato appositamente per gli edifici residenziali italiani. Il protocollo si chiama «Gbc Home » e sarà il primo a essere gestito da Green building council Italia, in modo autonomo quindi dalla "casa madre" Usa (cui continueranno a riferirsi tutti gli altri protocolli, a cominciare dagli edifici direzionali). La novità è partita il 6 marzo a Trento, ormai è diventato il centro di diffusione in Italia della cultura Green building e della declinazione dei suoi principi nella certificazione Leed.
«Lo standard Gbc Home, destinato a edifici residenziali, ha assunto come base di partenza il protocollo Usa "Leed for Homes" – spiegano a Gbc Italia – ma è stato sviluppato considerando le caratteristiche costruttive peculiari e le specificità del modello abitativo proprie della realtà italiana: il protocollo è applicabile per tipologie residenziali profondamente differenti le une dalle altre: abitazioni unifamiliari e condomini con un esiguo numero di unità abitative». Ne risulta un approccio volutamente versatile e flessibile, adatto alla realtà italiana, notoriamente variegata, complessa e sempre "particolare".
Già in questa primissima fase di avvio è stata registrata un'immediata reattività del mercato con 28 proposte fatte pervenire a Gbc Italia per certificare la futura abitazione in base a questo nuovo protocollo. Le richieste sono arrivate da diverse parti di Italia. Sono stati selezionati sei casi, presentati ufficialmente a Trento nel corso del convegno.

I casi italiani

Le proposte sono pervenute da promotori immobiliari che stanno sviluppando iniziative a Trento (presente con tre iniziative), ma anche Treviso, Bergamo e Cuneo. Due interventi sono realizzati nel trevigiano (Valdobbiadene e Crocetta del Montello) dal general contractor Welldom Srl. L'intervento promosso a Bergamo dalla cooperativa di abitazione Filca con Wood Beton è stata anche premiata da Legambiente. Ma ecco, più in dettaglio, tutti i sei casi presentati il 6 marzo a Trento, nel corso del convegno Gbc: 1) Residenza Sole a Limone Piemonte (Cuneo), promossa da Lift Spa con Ai Engineering; 2) Villa Bifamiliare a Povo (Trento), promossa da Famiglia Fedrizzi con arch. Alberto Cristofolini e ingegneri Luca Gottardi, Paolo Grisenti e Paolo Buzzi; 3) Residenza Bronzetti a Bergamo, promossa da Filca Cooperative con Studio Associato Balbo e Modulo Zeta srl; 4) Parco dei Ciliegi a Villazzano (Trento) di Sws Engineering; 5) Biocasa 82 a Crocetta del Montello (Treviso), Welldom Srl, con Arplan ing. A. Gadner e T-Service; 6) Residenza Caterina a Povo (Trento), promossa da Edilbeton spa con studio Artemis Aia
Engineering e Arca Engineering.

Casi pilota e casi di studio

I "casi pilota" sono i casi di applicazione di un protocollo italiano candidati alla certificazione
nel periodo pilota di riferimento. Si tratta di casi che, assicura Gbc Italia, "saranno trattati con
particolare approfondimento e dedizione al fine di verificare il protocollo, con particolare
riferimento ai benchmark. I casi pilota non prevedono forme di pagamento aggiuntive oltre
alle tariffe in vigore per il sistema di rating. Il periodo pilota termina il 31 dicembre 2012.
I "casi studio", spiega sempre Gbc Italia, sono invece quegli interventi, a livello di progetto o
cantieri, in cui il titolare è interessato a verificare la corrispondenza a un sistema di rating non
applicabile al di fuori degli Stati Uniti. Tale fattispecie si applica al progetto "Gbc Edifici
Storici" e al progetto "Gbc Quartieri". Ai casi studio si applicano le tariffe in vigore per i sistemi
di riferimento. I moduli per candidarsi possono essere chiesti a Gbc Italia, anche sacricandoli
da sito (www.gbcitalia.org ).

La formazione

La figura professionale specializzata nel protocollo di certificazione Leed è il "Leed Accredited Professional" (Leed AP). Si tratta di una figura altamente competente nel processo di certificazione Leed degli edifici, il cui compito è quello di guidare il team di progettazione e
costruzione all'ottenimento della certificazione, ma il Leed AP non ha funzioni di certificatore. Per diventare Leed Ap bisogna superare due esami: Per prima cosa bisogna diventare "Leed Green Associate" (Leed GA). Si tratta di un passaggio fondamentale e obbligatorio per ottenere il titolo di Leed AP. Le competenze da acquisire riguardano i concetti generali contenuti in tutti i sistemi di rating Leed. Per sostenere l'esame è necessario almeno uno dei seguenti requisiti: 1) aver avuto un'esperienza in affiancamento o di supporto a un progetto registrato Leed; avere un'esperienza di lavoro nel campo della sostenibilità ambientale; 3) aver partecipato a un programma di formazione sui principi dell'edilizia sostenibile. L'esame si svolge in lingua inglese. Costo tra 150 e 200 dollari.
Per essere ammesso all'esame di Leed AP occorre invece aver avuto un'esperienza in un progetto registrato Leed. Una volta ottenuta l'ammissione all'esame è possibile specializzarsi in uno dei seguenti ambiti: Builiding Design & Construction, Interior Design & Construction, Existing Building: Operation & Maintenance, Homes, Neighborhood Development. Ciascuna di queste specializzazioni fa riferimento a un manuale di studio. Anche questo esame è in lingua inglese. Costo tra 150 e 250 dollari. Seminari di formazione e attività di informazione sono organizzate da Gbc Italia. Le competenze vanno anche mantenute nel tempo, attraverso il Credential Maintenance Program (CMP) che è strutturato in cicli di due anni con accumulo di ore di formazione continua (CE Hours).


© RIPRODUZIONE RISERVATA