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Il museo degli svizzeri Mldz: scultura in metallo microforato tra le vecchie torri

M.Fi.

Il monolite ospita una galleria d'arte su quattro piani creando un simbolico contrasto fra tradizione e modernità e aiutando il conolidamento strutturale degli edifici antichi. La facciata si caratterizza anche per la presenza di centinaia di micro-fori che consentono di far filtrare la luce naturale all'interno della struttura

È previsto per il mese di marzo il taglio del nastro ufficiale del nuovo museo municipale di Rapperswil-Jona, la città delle rose sul lago di Zurigo, in Svizzera.
A poco più di un anno di cantiere – i lavori sono partiti a fine 2010 – il progetto di riqualificazione e ampliamento dell'edificio, che ospita la galleria d'arte su quattro piani, è stato portato a termine nei giorni scorsi ed è già balzato agli onori della cronaca architettonica.

È la grande «roccia» color bronzo a caratterizzare l'opera a firma dello studio. Incastonata fra la facciata laterale dell'edificio oggetto di riqualificazione, già precedentemente adibito in parte a museo in parte a residenza privata, e la parete posteriore della torre del XIII secolo che affaccia sulla piazza della cittadina, la struttura color oro ha una duplice funzione; da un lato si impone nel contesto urbano come un'icona di nuova architettura creando un simbolico contrasto fra tradizione e modernità ma anche dando vita a un'inedita liaison fra passato e presente, dall'altro funge da rinforzo strutturale.

Obiettivo dell'intervento voluto dalla Municipalità elvetica era non solo riconnettere fra loro le due ali del museo municipale – in parte ospitato presso la torre medievale – ma anche riqualificare e mettere in sicurezza l'edificio adiacente nonché di aumentarne l'estensione sfruttando lo spazio libero fra lo stesso e la torre.

Di qui l'idea da parte dei progettisti elvetici di dare vita allo spuntone in metallo bronzeo, un elemento di congiunzione fra gli spazi che in totale ha aumentato di mille mq la superficie disponibile. Il monoblocco si presenta sfaccettato ed è il triangolo l'elemento geometrico «modellato» per andare a creare il gioco di spigoli. La facciata si caratterizza inoltre per la presenza di centinaia di micro-fori che reinterpretano in chiave contemporanea le feritoie di un antico castello, immaginandole come micro-pixel, e consentono di far filtrare la luce naturale all'interno della struttura facendo leva sull'effetto chiaro-scuro.

Riguardo alla riqualificazione degli spazi interni dell'edificio già adibito a museo i progettisti hanno optato per la creazione di una scala in calcestruzzo, rivestita lateralmente con pareti vetrate, in corrispondenza con l'entrata principale, che sale a zig-zag per tutti e quattro i livelli del museo diventando un ballatoio a partire dal secondo livello.

Anche in questo caso gli architetti svizzeri si sono ispirati agli antichi castelli progettando le scalinate come ponti-levatoi: di qui la scelta del vetro per creare le pareti laterali della scala-serpentone in modo da dare l'impressione di passerelle «sospese». La hall si presenta di fatto come un open space verticale a tutta altezza e la scelta del bianco come colore di rivestimento delle pareti e di tutti gli elementi d'arredo rende luminosissimi gli interni anche grazie alla rifrazione della luce naturale che abbatte al minimo il ricorso all'illuminazione artificiale anche in chiave di risparmio energetico.


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