Innovazione e Prodotti

Bergamo, nel Borgo di malpaga nasce una cittadella «green»

Mila Fiordalisi

Per il recupero del complesso storico saranno impiegati esclusivamente prodotti locali e dove possibile materiali d'epoca come antiche tegole e mattoni conservati scrupolosamente nel corso dei secoli. Per i serramenti saranno utilizzate vetrocamere basso emissive.

Vale 60 milioni di euro il progetto di riqualificazione dell'antico borgo di Malpaga, a 15 km da Bergamo, portato avanti da Malpaga Spa (la società proprietaria dei terreni e dei caseggiati) che ha deciso non solo di rimettere in sesto gli storici edifici che fanno da corona al castello del XV secolo – ex dimora di Bartolomeo Colleoni (celebre condottiero della Serenissima e Capitano generale dell'esercito veneto) – ma anche di dare vita a una «cittadella» green unica nel suo genere in Italia, un «modello» di ecosostenibilità.

Obiettivo principale del progetto «Per Malpaga» – dove Per sta per «Progetto e Rinascita» – è quello di creare un borgo parzialmente autosufficiente dal punto di vista energetico producendo, a impatto zero, l'energia necessaria per il sostentamento direttamente in loco e solo da fonti rinnovabili. Il tutto a fronte del totale rispetto delle strutture esistenti che saranno recuperate in chiave conservativa.

I lavori, iniziati nel 2011 (la fine del cantiere è fissata al 2018) sotto la supervisione della Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali, prevedono il recupero dei caseggiati del feudo colleonesco per un totale di 21.500 mq (su 300 ettari di terreno), attraverso – laddove possibile – l'utilizzo di materiali d'epoca come antiche tegole e mattoni conservati scrupolosamente nel corso dei secoli.

Gli edifici, una volta restaurati, saranno in parte adibiti a uffici e botteghe di antichi mestieri o prodotti tipici della bergamasca. Quelli che affacciano direttamente sul castello ospiteranno un albergo, un museo permanente sull'attività agricola e spazi per convegni e seminari. Due i locali dedicati alla ristorazione; uno ospiterà una trattoria tipica locale, l'altro un ristorante di alto livello che potrà essere utilizzato anche per ricevimenti ed eventi aziendali. Le residenze storiche maggiormente danneggiate, ora in stato di abbandono, e le cascine localizzate nella campagna circostante ospiteranno infine un agriturismo, un maneggio e attività di svago rivolte al pubblico.
A caratterizzare l'intervento sarà però soprattutto l'uso di tecnologie di nuova generazione: la domotica la farà da padrona per la gestione informatizzata degli impianti di illuminazione e riscaldamento/raffrescamento degli edifici. E in nome del risparmio energetico tutti i serramenti saranno recuperati sostituendo le vecchie vetrate con vetrocamere basso emissive. Ma il vero fiore all'occhiello del progetto è rappresentato dalla realizzazione di un impianto a biomasse-biogas unico nel suo genere in Italia.

Per la prima volta si utilizzeranno in mix le due tecnologie: la centrale a biomasse sfrutterà parte dello scarto dell'impianto a biogas per autoalimentarsi e ciò permetterà di ottenere una struttura a impatto zero da un punto di vista delle emissioni di CO2 e in grado di rendere quasi del tutto autosufficiente l'approvvigionamento energetico dell'intero complesso. Parte delle coltivazioni (sorgo e triticale) dell'azienda agricola che gestisce tutti i campi del feudo di Malpaga vengono utilizzate per alimentare l'impianto a biogas (già ultimato); con il miscanto invece si alimenterà la centrale a biomasse legnose attualmente in costruzione. In dettaglio l'impianto a biogas da 1 MW di potenza sarà in grado di produrre un quantitativo energetico pari a oltre 8mila ore l'anno di autonomia.

Da parte sua la centrale a biomasse, da 2 MW termici produrrà 400 kWe (kW elettrici), corrispondente anche in questo caso a oltre 8mila ore di indipendenza energetica. L'acqua calda verrà prodotta direttamente dalla centrale a biomasse, mentre per il raffrescamento si utilizzerà l'acqua di falda (mediante sistemi di recupero). Riguardo al riscaldamento il calore in disavanzo sarà inoltre immesso nella rete di teleriscaldamento che servirà il borgo di Malpaga.


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