Innovazione e Prodotti

Movimento terra sempre più in basso

Giampiero Biglia (Unacea): Le aziende italiane lavorano in una situazione drammatica con margini ridottissimi. I produttori riescono solo in parte a recuperare facendo leva sull'export


Non si ferma la flessione del movimento terra. Nel 2011 sono state vendute poco più di 10mila macchine sul mercato italiano con un calo del 26,2% rispetto allo stesso periodo del 2010. Una flessione anche peggiore si registra per le macchine stradali (-43,6%), mentre i mezzi per il calcestruzzo (autobetoniere, beton pompe, pompe autocarrate e carrellate, impianti, spritzbeton) anche se in calo, sembrano esibire nell'ultimo trimestre dell'anno un rallentamento della flessione (circa -7%) rispetto al terzo trimestre del 2011.
"Le aziende italiane di macchine per costruzioni lavorano in una situazione drammatica, con margini ridottissimi – sostiene Giampiero Biglia (Cnh Ce – Fiat Industrial), vicepresidente di Unacea -. I produttori riescono solo in parte a recuperare facendo leva sull'export che nei primi 10 mesi dell'anno ha raggiunto un volume di 1,7 miliardi di euro con un aumento del 22% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno".
"Il mercato italiano delle macchine movimento terra – aggiunge Enrico Prandini (Komatsu Utility Europe), vicepresidente di Unacea – soffre di una specificità tutta italiana. L'esigenza di contenere il deficit pubblico è andata finora a detrimento degli investimenti in infrastrutture. Si rischia di vanificare tutti i sacrifici fatti dalla popolazione: se non si rilanciano gli investimenti la recessione continuerà a far crescere il debito pubblico e i tassi d'interesse sullo stesso, facendo avvitare l'economia in una spirale recessiva".
Secondo i dati resi disponibili dall'Istat e rielaborati da Unacea, nei primi dieci mesi del 2011 le esportazioni di macchine movimento terra sono crescite del 39% rispetto allo stesso periodo del 2010, quelle stradali del 14% e quelle delle macchine per il calcestruzzo del 9%. In crescita anche l'export delle gru a torre (+30%) e per la perforazione (+21%), mentre le macchine per la preparazione degli inerti registrano una flessione delle vendite all'estero di 13 punti percentuali. Sul versante delle importazioni si registra una caduta complessiva del 10% in sintonia con la debolezza del mercato interno.


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