Innovazione e Prodotti

L'italiana Robur guida il piano Ue sul riscaldamento ad alta efficienza

Mila Fiordalisi

Si chiama Heat4U il progetto europeo per estendere la tecnologia delle pompe di calore ad assorbimento a gas negli edifici monofamiliari. A coordinare l'iniziativa, cui partecipano rappresentatnti di sei paesi europei, è l'azienda bergamasca Robur. In campo anche Pininfarina, D'appolonia, Cf Consulting, Enea e Politecnico di Milano

È l'Italia a capitanare il progetto europeo Heat4U che punta all'applicazione della tecnologia delle pompe di calore ad assorbimento a gas negli edifici monofamiliari. Il progetto da 10 milioni di euro, finanziato dalla Commissione Ue per un importo di 6,25 milioni nell'ambito del VII programma quadro, vede in campo 15 partner di sei Paesi europei. Con sei «rappresentanze» all'attivo è l'Italia a fare la parte del leone.

Robur l'azienda bergamasca a cui è stato assegnato il ruolo di coordinatore della squadra europea. E in campo ci sono anche Pininfarina, D'Appolonia e Cf Consulting oltre al Politecnico di Milano e l'Enea, quest'ultima responsabile dei test che saranno condotti su un edificio nei pressi di Roma il prossimo anno. «L'Italia è leader assoluta da un punto di vista tecnologico – spiega a «Progetti e Concorsi» Luigi Tischer, Strategic business director di Robur e coordinatore del progetto Heat4U –. Il cuore della tecnologia viene prodotto in Italia e nel nostro Paese si stanno portando avanti anche numerose attività di ricerca e sviluppo. Il progetto che ci vede protagonisti consentirà di dare vita a una filiera industriale importante che potrà creare nuovi posti di lavoro e contribuire alla crescita economica».

Attualmente utilizzata per il riscaldamento di edifici condominiali, pubblici, commerciali e industriali la tecnologia delle pompe di calore ad assorbimento a gas si prepara dunque a sbarcare anche nelle strutture monofamiliari. «Il mercato potenziale è dieci volte quello attuale, calcolando che la maggior parte degli edifici in Italia sono quelli residenziali», puntualizza Tischer.

Dopo i test sul campo che saranno avviati nel 2013 si punta a ottenere una prima soluzione commerciale già nel 2014 per poi arrivare a regime nel 2015, anno in cui il progetto europeo dovrà concludersi. L'Italia punta a battere tutti sul tempo: «Attualmente nessuna azienda al mondo è in grado di adattare la tecnologia agli edifici di piccole dimensioni. Ci sono difficoltà tecniche legate alla collocazione degli impianti, alla gestione dell'acqua calda sanitaria, al rumore. E si dovrà lavorare anche sulle economie di scala», specifica l'ingegnere.

L'adozione della tecnologia nelle abitazioni esistenti permetterebbe di aumentare di oltre il 40% l'efficienza energetica degli edifici: secondo stime fornite da Robur ogni pompa di calore ad assorbimento a gas applicata al residenziale monofamiliare permetterebbe un risparmio annuo di 0,8 tonnellate equivalenti di petrolio ed eviterebbe l'emissione di 2,1 tonnellate di CO2. Fra i pregi della tecnologia delle pompe di calore ad assorbimento a gas c'è l'utilizzo diretto del gas metano, che evita «la costosa e inefficiente conversione in energia elettrica», aggiunge l'ingegnere. Inoltre, l'utilizzo dell'aria esterna come fonte energetica rinnovabile rende immediatamente integrabile la tecnologia con i caloriferi e con fonti energetiche rinnovabili aggiuntive, come ad esempio pannelli solari e caldaie a biomasse.

«Si evitano gli interventi invasivi, necessari invece ad esempio per l'installazione di impianti radianti – spiega ancora Tischer –. E si evita anche di dover predisporre i collegamenti per i pannelli solari. Non solo risparmio energetico, dunque, ma anche risparmio economico anche in considerazione del fatto che per installare la tecnologia servono solo poche ore di lavoro».


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