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Berlino, casa super-efficiente al test di una famiglia per tre anni

Monica Zerboni

Frutto di un concorso del ministero dell'Edilizia il concept del guru dell'architettura verde, Werner Sobek, sarà abitato da una famiglia di 4 persone per tre anni. La struttura è completamente riciclabile e produce il doppio di elettricità del proprio fabbisogno.

L'architetto tedesco Werner Sobek è conosciuto tra gli addetti ai lavori come il guru del triplo zero. Gli edifici da lui progettati a partire dal 2000 infatti non consumano energia in quanto autosufficienti, non producono emissioni nocive e non inquinano il territorio, essendo realizzate con materiali riciclabili.
Succeduto al famoso architetto Otto Frei come direttore dell'Ilek, Istituto per la bioedilizia presso l'Università di Stoccarda, Sobek e il suo team hanno recentemente vinto il concorso bandito dal ministero federale dei Trasporti e dell'edilizia per la realizzazione di una Energie Plus Haus, una casa monofamiliare non solo energeticamente autosufficiente, ma che produce il doppio di elettricità del proprio fabbisogno.

La casa, realizzata a Berlino come prototipo e inaugurata ufficialmente dal cancelliere Angela Merkel lo scorso dicembre, verrà abitata da una famiglia di quattro persone a partire dal prossimo marzo e sarà smantellata entro tre anni, pronta per essere riutilizzata in altro modo, essendo tutti i suoi componenti riciclabili.

Il progetto, sul quale il Governo federale ha investito circa tre milioni di euro, rappresenta il tentativo di coniugare l'edilizia con la mobilità urbana e se l'esperimento darà buoni risultati, esso potrà offrire un contributo decisivo in settori come la bioarchitettura e il trasporto con veicoli elettrici. Non a caso anche le principali case automobilistiche tedesche, Mercedes, Bmw, Volkswagen e Opel, hanno offerto il loro supporto all'iniziativa mettendo a disposizione dei residenti automobili e motociclette a rotazione.

Situata in un quartiere residenziale non lontano dal centro città, la casa appare come un parallelepipedo di vetro nel quale lo spazio abitativo si estende per 130 mq distribuiti su due piani. Pannelli di vetro opaco e trasparente si alternano sulle facciate in posizioni studiate per ridurre al minimo le dispersioni termiche, per ottenere la massima permeabilità della luce naturale e regolare in modo ottimale l'irradiazione solare. Tutte le pareti esterne sono coperte da pannelli fotovoltaici, mentre una pompa per l'assorbimento del calore della terra fornisce energia e riscaldamento

L'ottimizzazione energetica combinata con l'integrazione di sistemi fotovoltaici e a energia solare conferisce al progetto la sua principale caratteristica: quella di produrre un surplus di elettricità doppia del fabbisogno. Questa, oltre ad alimentare la casa e a ricaricare i veicoli elettrici a disposizione, viene convogliata nella rete pubblica, contribuendo così alla politica municipale di risparmio energetico.

Poiché l'edificio è totalmente riciclabile, la massima flessibilità del layout caratterizza la distribuzione interna degli spazi così da offrire molteplici soluzioni abitative a seconda della necessità dei residenti e della futura ubicazione urbana o extraurbana dell'edificio.
Il progetto è stato elaborato pensando ai bisogni di una famiglia media composta da padre, madre e due figli adolescenti, prendendo come riferimento i consumi standard delle famiglie tedesche. Nonostante efficientissimi dispositivi tecnici trasformino la casa in una perfetta «macchina per abitare», il comfort all'interno è assicurato ai massimi livelli, compresa la presenza di un giardino concluso sul quale si affacciano tutti gli spazi privati della famiglia. Oltre naturalmente a un garage nel quale parcheggiare e ricaricare i veicoli.

Come ha illustrato il ministro dei Trasporti tedesco, Peter Ramsauer, il progetto Energie Plus Haus rappresenta un passo ulteriore verso la creazione di ambienti urbani «dal volto umano». Esso non soltanto illustra la possibilità futura di realizzare case monofamiliari capaci di generare notevoli surplus di energia elettrica, ma dimostra anche come singole unità abitative possano essere costruite e successivamente smantellate, offrendo al territorio soluzioni flessibili di concentrazione o rarefazione edilizia fino a oggi inimmaginabili.

Va inoltre ricordato che edilizia e traffico utilizzano oltre il 70% delle risorse energetiche di una città. Se si riuscirà a coniugare questi due fattori e a considerarli come un'unica entità il potenziale risparmio energetico a disposizione sarà enorme. Una casa che produca più energia di quanta ne consumi e con questa contribuisca a risolvere i problemi della mobilità è la prossima sfida che gli architetti sono chiamati ad affrontare.


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